E' comune posto sul Sillaro (affluente del Lambro) a breve distanza dal Lambro stesso, in un territorio ben irrigato e fertilissimo. La prima parte del toponimo di questo comune è uno dei termini più diffusi e denota l'origine del borgo da un podere romano; la specificazione deriva invece dal Sillaro o Sìllero, modesto fiumicello che lo attraversa, un tempo assai più ricco di acque. Le vicende di Villanova del Sillaro furono legate a quelle della potente casata lodigiana dei Sommariva, che fin dal secolo XII l'ebbero in feudo per conto del Capitolo Metropolitano di Milano. Guelfi e capi del partito popolare, essi furono invisi all'imperatore Federico III, che li mise al bando, relegandoli nelle lontane Puglie, mentre nel frattempo in Lodi prevalevano gli Overgnaghi, ghibellini e capi del partito dei nobili. I Sommariva entrarono quindi al servizio della corte pontificia e nel secolo XV Nicolò Sommariva ricoprì incarichi di ambasciatore per Papa Urbano e per Bonifacio IX. Egli lasciò erede di tutti i suoi beni il cardinale Angelo, suo fratello, con l'onere di fabbricare nel suo castello di Villanova una chiesa dedicata ai Santi Angelo e Nicolò, con annesso monastero per almeno 10 monaci. Nel 1424 il cardinale diede inizio alla costruzione, che fu ceduta nel 1427 ai monaci Olivetani. Il primo priore del convento di Villanova fu fra' Francesco da Piacenza, il quale completò l'edificazione della chiesa avvalendosi dell'opera di due architetti villanovesi, Ambrogio e Giovanni Fugazza, che la ultimarono nel 1480. I lavori del convento invece si protrassero fin oltre il 1500, sotto la direzione di Ambrogio e Battista Fugazza, nipoti dei primi. L'importante complesso monastico venne consacrato dal vescovo di Lodi Carlo Pallavicino il 29 aprile 1496. La sua esistenza, secondo quanto riferisce lo storico Defendente di Lodi, fu assai travagliata durante il XVI e XVII secolo dal passaggio di vari eserciti (francesi e spagnoli) che, dopo aver occupato le celle dei frati, devastavano e depredavano ogni cosa. Malgrado ciò il numero dei monaci saliva nel 1608 da 20 a 30 ed il tempio veniva anche abbellito di opere d'arte, come il pregevolissimo coro ligneo di Carlo Garavaglia. Oltre al saccheggio vi fu poi carestia e pestilenza, e Villanova con tutto il territorio ne ebbe terribili conseguenze. Merita di essere ricordata la fondazione di una scuola per sordomuti, istituita nel 1832 da Giuseppe Minoia, un generoso quanto modesto villanovese a sua volta sordomuto, che dedicò tutta la sua esistenza alla rieducazione alla parola dei bambini audiolesi. L'istituzione confluì in seguito nel Centro di San Gualtero frazione di Lodi. Fanno parte del comune anche le frazioni di Bargano e di Monticelli. Importante la frazione di Bargano è posta sulla sinistra del Lambro in posizione vantaggiosissima. Il nome deriverebbe da "Vargo" cambiato in "Bargo", parola celtica che significherebbe apertura. Infatti, da un documento del 1309 risulta che i ronchi di Bargano si estendevano su ambo le rive del Lambro. Nel 1344 si ha menzione di un lago a monte di Bargano denominato Faysa; e nel 1360 se ne ha notizia di un altro detto Comnello. A Bargano vi fu un castello, molto anteriormente al mille, probabilmente distrutto nelle incursioni ungariche.

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