mercoledì 21 gennaio 2009

Maleo - L’affresco del Chiesuolo è malato

Si trova sulla parete posteriore del Madonnino e viene attribuito alla bottega dei Piazza.Il tempo e l’umidità mettono a repentaglio l’opera.

Che si trattasse di un’opera d’arte molto preziosa non c’erano dubbi, ma dopo il sopralluogo di sabato 17 gennaio i dubbi si sono trasformati in certezza: l’affresco che orna la parete posteriore del Madonnino del Chiesuolo - un piccolo oratorio che sorge nella parte più antica di Maleo - risale ai primi anni del 1500 ed è stato dipinto da un artista appartenuto probabilmente alla bottega dei Piazza. A confermarlo, lo storico malerino Mario Marubbi, già curatore di una delle più importanti mostre dedicata a questa famosa scuola pittorica lodigiana: «Si tratta certamente di un affresco del XVI secolo, che ritrae una crocifissione dipinta secondo i tipici canoni raffigurativi di questo periodo». Al centro della scena il Cristo, sui lati la Vergine Maria e San Giovanni Battista, resi pressoché irriconoscibili dal logorio del tempo e da modalità di conservazione poco adatte a salvaguardare le lamine d’oro e i colori vivaci che in origine caratterizzavano il dipinto. Il Madonnino che ospita l’affresco, infatti, è chiuso con un cancello a vetri che impedisce la circolazione dell’aria e favorisce un elevato tasso d’umidità, causa principale delle cattive condizioni in cui versa oggi il dipinto. Il piccolo edificio, inoltre, ha subito forti rimaneggiamenti - risalenti per la maggior parte al XIX secolo - che l’hanno trasformato in una stanza larga poco più di un metro, molto più piccola dell’originale, che comprendeva anche due locali oggi separati dallo spazio principale da due muri di recente costruzione. Anche l’altare è stato probabilmente aggiunto in epoca più tarda: posto davanti all’affresco, ne copre completamente la metà inferiore, e il motivo floreale che lo decora potrebbe nascondere un altro dipinto, forse una deposizione. «Il Madonnino è quasi certamente l’edificio più antico di Maleo - spiega Marubbi - recuperarlo è doveroso, anche se difficilmente sarà possibile rendere il suo affresco di nuovo leggibile». Di parere diverso Davide Parazzi, un giovane restauratore anch’egli presente al sopralluogo di sabato scorso: «Grazie ad alcune tecniche particolari in grado di far riemergere i colori anche in situazioni apparentemente molto compromesse e ad alcune fotografie in base alle quali ricostruire la scena raffigurata, l’affresco potrebbe ritrovare senza dubbio parte del suo antico splendore». Ne è convinta anche la famiglia Raffaglio, proprietaria della cascina entro il cui perimetro sorge il Madonnino: «Vorremmo restaurarlo - dice la signora Giusi - ma la spesa da affrontare è superiore a quella che ci aspettavamo, e anche dal punto di vista burocratico non è facile ottenere tutte le autorizzazioni necessarie». Per quanto riguarda il primo ostacolo c’è poco da fare: l’amministrazione comunale, anche volendo, non può intervenire su un edificio di proprietà privata e, a meno dell’interessamento di qualche finanziatore privato, sarà difficile recuperare altrove il denaro necessario al restauro. Diversa la questione per quanto concerne il secondo punto: il comune di Maleo si è anzi impegnato ad offrire il suo aiuto e, durante una delle ultime sedute, il consiglio comunale ha deliberato che - come spiega l’assessore al bilancio Peppino Maggi - «l’amministrazione si farà carico degli aspetti burocratici del restauro, istruendo la pratica e inoltrandola presso gli uffici della Soprintendenza».

Fonte: Il Cittadino

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