Sarà Luigi Generani a inaugurare le celebrazioni per i primi cinquant’anni di Melegnano città. Sabato infatti, presso la splendida palazzina liberty di via Marconi sede della Scuola sociale, il noto hobbista locale inaugurerà una mostra dal titolo “Melegnano città nel mondo: 1959-2009”. «Si tratta di decine di fotografie e documenti d’epoca - anticipa Generani -, con i quali voglio celebrare alla mia maniera un anniversario tanto significativo per Melegnano». Del resto, da sempre il 61enne hobbista locale colleziona tutto ciò che riguarda la sua città. Poco più di un anno fa, ad esempio, ha inviato una lettera a Massimo Moratti per invitarlo a Melegnano e donargli così le foto che ritraevano la storica visita in città della mitica Inter degli anni Sessanta, guidata dal papà Angelo e da Helenio Herrera. «Moratti, però - si rammarica Generani -, non mi ha ancora risposto». Ma torniamo alla mostra della Scuola sociale, che si protrarrà sino a domenica 1 febbraio. «Attraverso le immagini e i documenti - spiega l’hobbista -, ripercorreremo dapprima gli eventi salienti accaduti nel mondo nel 1959 e arriveremo quindi a Melegnano. Così, una sezione della mostra sarà dedicata ai campioni locali dello sport, che in quegli anni hanno raggiunto successi a livello internazionale. Penso al pugile Sergio Biggiogero, all’olimpionico della ginnastica Angelo Vicardi, all’atleta Francesco Bianchi e al campione della spada Giovanni Battista Breda. Ma avremo anche una foto inedita che ritrae John Wayne, mitico attore americano, in giro per Verona proprio nel 1959. In mostra, poi, saranno esposte le immagini della Broggi Izar, della Saronio e della Monti e Martini, le tre industrie cittadine che in quegli anni hanno dato lavoro a centinaia di melegnanesi, ma anche quelle delle innumerevoli associazioni che hanno fatto la storia della città. Senza dimenticare la battaglia dell’8 Giugno 1859, di cui quest’anno ricorre il centocinquantesimo. Insomma - conclude Generani -, sarà una carrellata tanto veloce quanto affascinante alla riscoperta del nostro passato».
Fonte: Il Cittadino
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