venerdì 16 gennaio 2009

Nuovi stagni e barriere vegetali per proteggere l’area del Lambro

Via al progetto promosso dal Parco Agricolo insieme a sponsor prestigiosi.

L’area del Lambro si arricchirà di stagni, barriere vegetali, percorsi didattici, grazie ad una sinergia tesa ad assicurare nuovi investimenti che nei prossimi due anni verranno concentrati sul pregiato tratto ambientale di San Donato, ritenuto di rilevante interesse naturalistico. Partecipano a questa “avventura” il Parco Agricolo Sudmilano, la società Ricoh, la Fondazione Cariplo, la Lipu - BirdLife Italia (Lega italiana per la protezione degli uccelli): un gruppo di partner alleati con l’intento di valorizzare la parte di città non ancora urbanizzata. Il tratto locale rientra infatti nel ventaglio di aree di intervento, che dagli inizi del 2009 fino al mese di giugno del 2010 ospiterà una serie di azioni migliorative. In prossimità dell’area dove è in corso anche il progetto di palazzo Isimbardi “Metrobosco”, che prevede la piantumazione di una fitta sequenza di esemplari, le nuove iniziative, in base alle informazioni divulgate dai partner di questa operazione, annunciano «il recupero del fontanile, nonché il ripristino di alcuni habitat non più presenti, la creazione di stagni, la realizzazione di schermature vegetali a scopi sia estetici che ecologici». Gli obiettivi sulla carta sono infatti tesi a «migliorare l’ambiente per la fauna selvatica e attutire i rumori provenienti soprattutto dalle infrastrutture viarie». Riguardo invece l’ampliamento delle opportunità a disposizione dei sandonatesi di accedere alla zona meno frequentata del territorio, viene in particolare annunciata la realizzazione di «nuovi accessi per il pubblico all’area naturalistica». Inoltre, gli esperti definiranno sentieri arricchiti di bacheche e di indicazioni utili per consentire alla cittadinanza di immergersi in questa sorta di bosco cittadino, caratterizzato dal clima umido tipico delle zone di esondazione dei fiumi. Tragitti guidati insomma alla scoperta di specie arboree, che formeranno un ambiente ospitale per volatili e altri animali, i quali troveranno il loro habitat nell’estensione decentrata del territorio. Al fine di proteggere questa oasi naturale, come già previsto da tempo, verrà anche innalzata la recinzione, che delimiterà un indirizzo privilegiato. La strategia che porterà ad investire fondi per la manutenzione e il rilancio delle zone del Parco Agricolo del Sudmilano prevede insomma vantaggi anche per la nicchia protetta di San Donato, che forma una barriera da traffico e inquinamento.

Fonte: Il Cittadino

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