sabato 28 febbraio 2009

Alla scoperta della Muzza mentre si apre la primavera

Su e giù per le sponde alberate del canale Muzza, che passione. Passeggiando, di corsa o in bicicletta, tra la fertile campagna e le acque tranquille del corso d’acqua, le antiche Acquae Mutiae. Il canale artificiale della Muzza è da tempo diventato la vera e propria “passeggiata” dei cittadini paullesi, un luogo di incontro e svago, di pesca e attività sportiva. Insomma un luogo dove ritemprarsi un po’, tra l’altro di grande interesse paesaggistico e ambientale. Ecco allora che in questi ultimi fine settimana, con lo spuntare dei primi timidi raggi di sole, nonostante le temperature ancora rigide i paullesi sono tornati a ripopolare la Muzza, sfrecciando in bicicletta o per quattro passi rilassanti, partendo magari dal parco Muzza (che si affaccia su via Mazzini) per arrivare fino alla bellissima e imponente cascina Villambrera, e ritorno. Addirittura si discute della Muzza e di cascina Villambrera a Paullo in Internet, e più precisamente sul popolare sito di Facebook, comunità virtuale in cui ci si può registrare e dove si possono mettere foto, cercare gente conosciuta o da conoscere. E dialogare, appunto. Come fanno tutte quelle persone (per ora 467in tutto) di Paullo e dintorni che hanno aderito alla pagina di Facebook intitolata “La Muzza e Villambrera”, creata da un giovane paullese. Le quali ad esempio scrivono qua la propria opinione riguardo al previsto passaggio, proprio nei pressi di Villambrera, dell’ormai prossima tangenziale est esterna. Oppure pubblicano i loro scatti degli angoli più suggestivi del percorso del canale. La Muzza (una diramazione del fiume Adda) non è però solo un canale ricco per i pescatori di carpe, cavedani, barbi, alborelle e trote (queste ultime vengono immesse durante il periodo della cosiddetta semina dei pesci), o dove si possono compiere belle escursioni con la due ruote. È anche un luogo dalle radici storiche importanti: di fondazione medievale, il canale Muzza venne scavato dai lodigiani tra il 1221 e il 1257. All’epoca ereditò il nome di un’antica opera irrigatoria preesistente, risalente alla famiglia romana Mutia (da qui il nome Muzza). Gestito dal Consorzio di bonifica Muzza e Bassa Lodigiana, è uno dei canali quindi più antichi ma anche più grandi della Lombardia. Nasce a Cassano d’Adda (località in provincia di Milano), presso l’ex linificio, e termina sempre nell’Adda a Castiglione d’adda (nella Bassa Lodigiana). Oltre all’importante uso irriguo, lungo il canale sono presenti impianti idroelettrici che sfruttano piccoli salti ed impianti termoelettrici che utilizzano l’acqua per il raffreddamento degli impianti. Nascosto alle caotiche atmosfere cittadine, il percorso della Muzza è dunque una grande risorsa da sfruttare e salvaguardare.
Fonte: Il Cittadino

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