Le alluvioni del 1994 e del 2000 hanno lasciato il segno: interessati quattro comuni lodigiani.Avviati gli interventi di messa in sicurezza dopo 14 anni.La ferita che nel 1994 e poi di nuovo nell’anno 2000 sconvolse la vita degli abitanti dei paesi della Bassa Lodigiana colpiti dalle alluvioni del Po, potrà finalmente essere rimarginata. Sono partiti in questi giorni infatti i lavori lungamente attesi (nel frattempo sono trascorsi 14 anni) di messa in sicurezza degli argini del fiume nel tratto compreso tra i comuni di Guardamiglio, San Rocco, Santo Stefano e Caselle Landi. Il piano straordinario di manutenzione, reso possibile grazie allo stanziamento di 3 milioni e 600mila euro da parte dell’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), affidato all’Associazione temporanea d’impresa Scala Santo srl, vincitrice dell’appalto con un ribasso superiore al 30 per cento, ha preso il via in località Berghente, in prossimità della casa cantoniera lungo la statale che conduce a Piacenza, e si estenderà sino all’innesto dell’argine sulla via Emilia. Qui la sagoma dell’argine verrà rialzata mediamente di un metro sino al raggiungimento della quota di progetto - ovvero quella determinata dall’Autorità di bacino per il fiume Po, all’interno del Pai, Piano per l’assetto idrogeologico, con tempo di ritorno 200 anni - , quindi, fatto quello, verrà ripristinata la pista di servizio sulla sommità dell’argine. Uguale rialzo, questa volta sul lato golena, andrà a interessare successivamente la prosecuzione del tratto sino al raccordo del ponte stradale, all’altezza dell’ipermercato Auchan. Per effettuare l’innalzamento e allargamento della sagoma, nell’area è stato necessario procedere all’esproprio di un terreno, una tra le cause del ritardato avvio dei lavori. Il terzo tratto interessato é quello compreso tra Chiavicone Mortizza, manufatto idraulico inserito all’interno del comune di Santo Stefano, e la barra di innesto dell’argine sulla strada provinciale 116, in località Morti della Porchera. Anche qui saranno realizzati rialzo e allargamento sul lato campagna, come nel primo tratto. Differente invece l’intervento in territorio di Caselle Landi, dove un diaframma in cemento bentonite della profondità di 18 metri servirà a contrastare il fenomeno dei fontanazzi. Completa il piano la creazione della banca, lato campagna, al piede dell’argine attualmente sprovvistone in località Mezzanino. Il lavoro compiuto dall’impresa: scortico del manto erboso presente sull’argine, successivamente riporto del terreno al fine di allargarne e rialzarne la sagoma, quindi rullo e sua compattazione per strati successivi sovrapposti. Smantellata la pista di servizio attualmente esistente, verrà ugualmente ricostituita, solo ad una altezza più elevata, una volta raggiunta la quota di progetto. Suggello l’innervimento delle scarpate. Da cronoprogramma l’impresa dispone di 180 giorni per il completamento dei lavori nel primo tratto, quello di cui si sta occupando ora. Per l’ultimazione invece dell’intero cantiere, consegnato il 20 maggio 2008 ma al via solo in questi giorni, si dovrà attendere all’incirca un anno e mezzo.
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
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