Nel restauro da un milione e mezzo nessun elemento moderno tranne i computer per consultare i manoscritti.Più di mille anni fa gli uomini del Medioevo, che disboscarono la foresta di pianura attorno a Milano, lo usavano per fabbricare il pane; oggi altri uomini, che per vedere gli alberi attorno alla città li devono piantare, lo utilizzeranno esattamente per la stessa funzione: macinare il grano. Si chiude così un immaginario cerchio fra generazioni con il restauro dell’antichissimo Molino di Chiaravalle Milanese, dichiarato ufficialmente concluso sabato, primo giorno di primavera. Ci sono voluti dieci anni di lavori e un investimento complessivo di oltre un milione e mezzo di euro. L’ambizioso progetto muove i primi passi alla fine dello scorso decennio. Sabato, alla presenza del presidente provinciale Filippo Penati e dell’assessore al Parco Sud Bruna Brembilla, il sigillo conclusivo. Alla fine degli anni ‘90 Provincia di Milano, Parco agricolo Sud, Fondazione Cariplo e Autostrada Serenissima (con il pieno consenso della comunità monastica di Chiaravalle) prospettarono l’idea di riattivare la parte dell’abbazia che versava nel maggior degrado: il mulino medievale citato per la prima volta in un atto del 1228. Assicurava il pane all’ordine cistercense e alla comunità civile in base al principio della Regola di Citeaux, il testo dell’Ordine - che i monaci devono poter contare in caso di necessità sull’autosufficienza. Poi l’abbandono. Divenne una casa. Riacquisito dalla comunità monastica nel 1977, è stato quindi salvato dal crollo e restaurato. La direzione non ha inserito un solo mattone moderno: li ha ritrovati scavando attorno all’edificio.La consulenza di artigiani specializzati in tecniche non elettrificate ha poi consentito la costruzione di una nuova ruota che servirà a produrre diversi tipi di pane a Chiaravalle: certo non con scopo commerciale, ma didattico. La struttura naturalmente ha anche aspetti di museo, con la biblioteca multimediale dell’abbazia per consultare manoscritti e testi antichi. All’esterno del mulino c’è poi un “Orto dei semplici di erbe aromatiche e officinali. Completerà il progetto l’attivazione di un “Punto Parco” inserito fra quelli di Mirasole e Rocca Brivio.
Fonte: Il Cittadino
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