San Colombano - Gli artefici del progetto: «Un sogno diventa realtà».E' nato il Parco della collina di San Colombano allargato a cinque comuni e tre province: ieri mattina i sindaci di San Colombano, Miradolo Terme, Graffignana, Inverno e Monteleone e Sant’Angelo Lodigiano hanno firmato la convenzione per la gestione del parco nel corso di una cerimonia pubblica. Il documento contiene le indicazioni pratiche per prendersi cura dello spazio verde. La manifestazione è iniziata alle 10 con il ritrovo delle autorità nel cortile di palazzo Patigno e il trasferimento in collina, all’incrocio tra via dei Boschi e via dei Chiavaroli, al confine tra le tre province aderenti, per scoprire il primo cartello indicatore del parco locale d’interesse sovracomunale, con la mappa e la segnalazione dei paesi che lo compongono. Quindi il gruppo è rientrato in comune, da dove è partito un corteo con la banda in testa per le vie del paese. La comitiva si è spostata al Castello dove, nella suggestiva cornice della Sala Rossa, si è tenuta la cerimonia della firma.Dopo che il sindaco di San Colombano Gigi Panigada ha ripercorso la storia del parco, l’assessore ai parchi della provincia di Milano ha voluto sottolineare le peculiarità del Plis banino: «Non è stato semplice muovere cinque comuni e tre province, ma oggi il risultato è che la superficie protetta raddoppia rispetto a quella del solo comune di San Colombano».Quindi il consigliere della Provincia di Pavia, Felice Novazzi, ha ricordato l’impegno della sua città per l’istituzione di aree protette, mentre Luca Canova, consigliere della Provincia di Lodi, ha voluto sottolineare che l’idea del parco parte da lontano: «Ricordo di un convegno, alla fine degli anni Settanta, sull’opportunità di istituire un parco della collina. Oggi quel sogno diventa realtà».Enrico Vignati, sindaco di Inverno e Monteleone, ha chiesto scusa per il ritardo, ricordando che la sua amministrazione ha triplicato l’area da destinare a parco, mentre Carlo Colnaghi, sindaco di Miradolo, ha detto che il parco sarà per le nuove generazioni. Un concetto ripreso dal sindaco di Graffignana Giovanni Scietti: «È un’operazione fatta soprattutto per i giovani, perché saranno loro a fruire del parco». Dei produttori si è ricordato Domenico Crespi, sindaco di Sant’Angelo: «Il parco è fatto per conservare la tradizione, portare un’innovazione rispettosa dell’ambiente e valorizzare chi nel parco produce». Dopo la firma al termine della cerimonia, si è tenuto un rinfresco offerto dall’Osteria del Castello. Il sindaco di San Colombano ha così commentato la mattinata: «È stata una bella cerimonia, con tanta gente che ha partecipato. Adesso però si deve cominciare a lavorare davvero per il parco mettendoci i contenuti».Se formalmente tutti i passaggi sono finiti o quasi, sul versante dei contenuti tutto è ancora da costruire, e in questo senso il sindaco di San Colombano ha anche rivolto un appello alle province di Lodi e Pavia perché seguano l’esempio di Milano, mettendo a disposizione dei comuni le risorse necessarie a perseguire i progetti.
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
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