giovedì 26 marzo 2009

Dai sindaci di tutto il Lodigiano l’impegno a “difendere” il suolo

Ieri il via libera ufficiale al Piano territoriale di coordinamento provinciale.

Il patto per la tutela e la valorizzazione del territorio è stretto. Ieri nella sala dei Comuni della provincia di Lodi, i sindaci del Lodigiano hanno ufficialmente dato il via libera al Piano territoriale di coordinamento provinciale, il documento con il quale palazzo San Cristoforo e gli amministratori dei 61 comuni locali si impegnano a garantire uno sviluppo armonico all’ambiente, salvaguardandolo dalla cementificazione selvaggia. L’approvazione, consacrata per alzata di mano all’unanimità dai circa quaranta “primi cittadini” presenti, consente al documento di riprendere l’ultima parte del suo iter, in provincia, dove dopo un passaggio in giunta approderà in consiglio già il 6 aprile prossimo. Punto di forza del piano, il contenimento del consumo del suolo entro l’1 per cento della superficie provinciale per cinque anni; attorno a ciò, i comuni dovranno cercare di rispettare l’equilibrio tra crescita e difesa del territorio, cercando di promuovere il patrimonio agricolo, ambientale e paesaggistico esistente senza pregiudicare lo sviluppo economico e infrastrutturale. «Il risultato raggiunto dopo un percorso durato due anni è di indubbio valore - ha spiegato in apertura Giancarlo Cordoni, sindaco di Lodi Vecchio e presidente della conferenza dei comuni -. Ci sono elementi che andranno approfonditi, come le compensazioni, per le quali sarà importante la presenza dei comuni nel fondo di perequazione per le scelte e l’utilizzo delle risorse. Ma nel confronto è comunque emersa una grande condivisione sulla maggior parte delle questioni avanzate». Promosso con lode per metodo e contenuti dal sindaco di Borgo, Nicola Buonsante, il patto ha incassato anche l’ok “con riserva” di Domenico Crespi, primo cittadino di Sant’Angelo, che non ha voluto trascurare i grossi problemi causati dal dilagare della logistica e dalla inadeguatezza di una rete stradale «che ha ancora il calibro di quando c’erano i carretti». E in attesa che la succitata compensazione-perequazione trovi la formula per non penalizzare chi rispettando il piano costruirà di meno, proprio la questione viabilistica ha rappresentato una buona parte di quelle “osservazioni” migliorative avanzate dai sindaci.
«Hanno riguardato soprattutto gli ambiti agricoli e la valorizzazione ambientale, che passa anche dalla rete ciclabile - conferma l’architetto Barbara Fugazza, che assieme al collega Savino Garilli ha coordinato il lavoro tecnico tra gli uffici provinciali e quelli comunali -. C’è una nuova generazione di pianificazione, tra mobilità integrata dolce, collegamenti tra gomma e ferrovie e miglioramento delle stazioni, come Casale, Codogno e la futura fermata dell’università. E la perequazione non sarà solo infrastrutturale, ma valorizzerà e promuoverà il territorio, le sue tradizioni e il turismo, anche nell’ottica dell’Expo 2015».
Tutti contenti, dunque? «Lasciamo in eredità a chi verrà una straordinaria eredità», ha commentato il vicepresidente provinciale Fabrizio Santantonio, ricordando i 4 milioni di superfici sottratte al cemento per i prossimi anni, la volontà di concentrare eventuali nuove logistiche nei poli già esistenti e quella di impegnare chi costruirà a farlo nel rispetto dell’ambiente. Utopie o traguardi raggiungibili? Per sapere non resta che attendere: sperando che quello che Santantonio ha definito un “patto tra gentiluomini, nel quale l’unica sanzione è l’onore”, venga rispettato anche dopo la possibile “rivoluzione” elettorale di giugno.
Fonte: Il Cittadino

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