Sparare con doppiette e piattelli per... solidarietà. La formula, apparentemente strana ma in realtà ben collaudata, verrà riproposta anche nel 2009 dal nucleo di San Giuliano della Fidc, la Federazione italiana della caccia. L’associazione di Borgolombardo, che conta attualmente circa 80 soci fra tesserati cacciatori e appassionati di tiro al piattello, ha stabilito anche per i prossimi mesi due date nelle quali sarà protagonista l’abbinata sport-solidarietà. Con due gare all’anno destinate a raccogliere contributi per il volontariato, la Fidc San Giuliano è riuscita ad aiutare negli anni scorsi con computer, mobili, arredi la Croce bianca sangiulianese, la comunità tutelare dei minori “L’Ora blu”, la cooperativa Arti e Mestieri sociali di Sesto Ulteriano, l’associazione di assistenza ai disabili Aioss e le famiglie in difficoltà. Anche nell’anno in corso, quindi, i cacciatori-tiratori vogliono dimostrare la loro sensibilità riservando alcuni appuntamenti del calendario agonistico esclusivamente alla beneficenza. La prima data è per l’8 maggio a Izano, vicino a Crema: in gara i tiratori scelti sulla disciplina della fossa olimpica. Secondo raduno sociale il 28 giugno al poligono di Poiago, frazione di Carpiano, dove avrà luogo una manifestazione più complessa: una dimostrazione di abilità dei cani, con simulazione di inseguimento della selvaggina (vera, ma lasciata incolume, ndr) e punteggi finali attribuiti ai migliori segugi. «Alle manifestazioni di solidarietà invitiamo sempre tutti i cittadini - spiega il presidente Luciano Nervetti con il vice Giuseppe Cappellini -, in modo che persone nuove si accostino a questa disciplina che ha aspetti di grande strategia e di vero amore per la lontananza dalla città, con immersione nel contesto naturale, anche nelle nostre campagne del Parco Sud».«Da questo punto di vista - continuano i portavoce della Fidc - è particolarmente interessante la gara con i cani cacciatori, che consiste nell’inseguimento di selvaggina lasciata libera con valutazione finale del cane migliore, che viene naturalmente arrestato alla posta prima che possa raggiungere la preda». Il mondo della caccia a San Giuliano, rappresentato da diverse associazioni, è una delle sfere cittadine che più è cambiata dal dopoguerra, quando già le doppiette scovavano fagiani e lepri nel pezzo di territorio oggi chiamato Parco Sud. Ma quando Federcaccia è nata certo il Parco non esisteva, perchè la Fidc ha più di cinquanta anni. «È cambiato moltissimo dalla nascita dell’associazione - continuano dunque i tesserati -, prima di tutto il non secondario dato dei prezzi, visto che la licenza è passata in trenta anni da 4500 lire ai 450 euro di oggi: un elemento non indifferente nel calo dei praticanti. Sono cambiati gli ambiti territoriali: oggi non si può più cacciare nella zona est del comune, lungo il Lambro, mentre è rimasta libera tutta quella ovest verso Carpiano e Locate. Siamo cambiati noi, che chiaramente siamo meno di un tempo e con meno giovani, anche se alcuni 30-40enni che si accostano allo spirito migliore della caccia e del tiro non mancano. Ma a volte i cacciatori hanno un ruolo fondamentale per l’equilibrio ambientale. Un esempio? Le nutrie: vedrete che nei prossimi anni il problema diventerà cronico anche a San Giuliano.»
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino

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