giovedì 26 marzo 2009

Eni, i sindacati bocciano l’asilo aziendale

Critiche anche sul progetto legato ai bus per i lavoratori: dopo la presentazione del piano le navette non sono mai partite.«L’investimento mette a rischio il centro medico e gli altri servizi».

«Gli investimenti messi a disposizione da Eni per la comunità e i lavoratori, potrebbero essere spesi meglio». Forti perplessità sulla realizzazione di un asilo aziendale da 120 posti nella struttura di via Sanguinetti, sono state espresse nella giornata di ieri in un comunicato unitario diramato dalle Rsu di Cgil, Cisl e Uil della divisione di Eni end Power. «Siamo preoccupati - viene reso noto - per la dislocazione prevista per il futuro asilo, in quanto in quei locali di via Sanguinetti sono ubicati sia il centro medico Eni che altri servizi. Non vorremmo che per fare spazio a una pur lodevole iniziativa, i lavoratori debbano rinunciare ad una realtà fondamentale per la prevenzione e il controllo della sicurezza sul lavoro, senza contare le ripercussioni sul territorio che deriverebbero dalla chiusura degli ambulatori». Insomma, i rappresentanti dei dipendenti, pur spendendo parole di plauso nei confronti della grande azienda per il segnale di attenzione mostrato, non nascondono certo i loro timori riguardo il futuro del blocco di attività legate alla salute che da oltre quarant’anni hanno sede nell’edificio di Metanopoli, attualmente in mano all’immobiliare Asio. L’attenzione torna così ad essere puntata sulla struttura candidata a trasformarsi in una cornice per l’infanzia, che verrà riservata per l’85 per cento in via esclusiva ai figli degli impiegati. Altro aspetto posto in evidenza , visti i segnalati ritardi per il decollo del piano di trasporti, riguarda l’attesa che si prospetta per i potenziali utenti. «I tempi di attuazione destano non poca preoccupazione - dicono i delegati sindacali -. Infatti, un grande progetto sviluppato di concerto con l’amministrazione comunale, ovvero la centralizzazione e il potenziamento dei trasporti aziendali, è fermo in attesa di gara, dopo circa un anno di mirabolanti e successivi ritardi». In una pagina assorbita da un rovente dibattito, viene quindi tracciato un bilancio su un altro capitolo di elevato interesse per i colletti bianchi dell’Eni, che è quello legato ai collegamenti sui bus aziendali. Dopo la presentazione ufficiale del piano, avvenuta nell’autunno scorso, arriva conferma che il decollo del nuovo schema di navette si sta facendo ancora attendere. Ma soprattutto, i firmatari del documento lamentano il fatto di non essere stati coinvolti nelle grandi scelte, come l’asilo aziendale, che riguardano direttamente l’organico di lavoratori. «Eni - dicono -, ha fatto tutto in proprio e spesso i risultati non sono stati ottimali». Nelle conclusioni, i sindacati lanciano uno sguardo sulla città che ospita il quartier generale del marchio petrolifero noto in tutto il mondo. «Noi - affermano - siamo sempre disponibili ad aprire con Eni un confronto serio, ragionando insieme sulle ipotesi e le soluzioni. Inoltre, teniamo a ribadire che ci deve essere un occhio di riguardo anche al territorio. Non sono più i tempi di Mattei, è vero, ma Eni rimane una società a controllo statale»
Fonte: Il Cittadino

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