sabato 21 marzo 2009

San Giuliano - I negozianti alzano bandiera bianca

L’Associazione dei commercianti lancia un appello: «Le istituzioni devono fornire più supporto e strategie adeguate».Grande distribuzione e crisi incalzano le attività di vicinato.

Saracinesche che si abbassano, attività che chiudono i battenti, negozi che non riescono a sopportare la crisi. A San Giuliano, in base ai numeri forniti dall’Ascom melegnanese, il 2009 sotto il profilo del commercio ha già visto la chiusura di cinque attività, tre delle quali nella centralissima piazza della Vittoria, mentre altre due in via Milano, dove l’anno scorso chiuse anche uno storico negozio di orologi. Del resto, in un recente passato, la stessa sorte è toccata anche una gioielleria in via Trieste. «Non riescono a stare aperti nemmeno i negozi in centro - lamenta il vertice dell’Ascom, Aniello Santaniello -, per questo avevamo proposto il distretto commerciale, con l’intento di rilanciare un settore che, andando avanti di questo passo, rischia veramente di scomparire, impoverendo i quartieri di un irrinunciabile presidio». E se in base ai dati in mano all’associazione di categoria, nel biennio tra il 2006 e il 2007 la macchina economica si è “inceppata” con 338 insegne tra negozi e piccole attività artigianali e imprenditoriali che hanno chiuso, sembra che il 2008, in attesa dei bilanci definitivi, non sia andato certo meglio. Ed ora, in soli tre mesi, iniziano a contarsi sulle dita delle mani le vetrine poste in posizioni strategiche, che hanno abbassato la saracinesca, mentre in altri casi sono già state sostituite da altre attività economiche. Ma soprattutto, in piazza Italia sono stati i cinesi ad investire, così come molte attività si sono trasformate in kebab, altre ancora in agenzie immobiliari. Un “turn over” che corre sempre più veloce, in un contesto che rimane comunque incerto riguardo il futuro. Ma anche i negozianti che “resistono” hanno lamentato di recente grossi disagi di fronte alla marcata flessione dei consumi. Ma quale ricetta serve per non naufragare? «I comuni - dice Santaniello -, devono fornire supporto con politiche e strategie tese a salvaguardare una risorsa essenziale come quella del commercio, anche attraverso contributi per l’ammodernamento degli allestimenti. Dal canto loro i titolari di attività devono porsi in modo alternativo rispetto ai centri commerciali, offrendo servizi diversi, altrimenti non riusciranno mai a vincere la concorrenza della grande distribuzione». In una società consumistica, ma con pochi soldi in tasca, le formule del passato insomma non funzionano più. La dimostrazione è sotto gli occhi di tutti, in un momento in cui la gente si è trovata costretta a limitare le sue spese: se i negozianti del vicino comune di San Donato si sono mostrati più fiduciosi, nel territorio sangiulianese in molti stanno alzando bandiera bianca.
Fonte: Il Cittadino

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