sabato 14 marzo 2009

STATUE ROMANE A PALAZZO CHIGI: PD, BERLUSCONI HA VEZZI NAPOLEONICI

Statue imperiali tolte dal romano Museo delle Terme su richiesta di Berlusconi per ornare Palazzo Chigi. E' un'interrogazione del Pd, che con la capogruppo in commissione cultura alla Camera Manuela Ghizzoni accusa il premier di 'vezzi napoleonici', a far scoppiare la polemica su un prestito, che era stato contestato nei giorni scorsi anche dalle associazioni ambientaliste. Ma dalla soprintendenza archeologica il responsabile Angelo Bottini, conferma il suo ok e ricorda che quella dei prestiti dai musei alle Istituzioni è una prassi frequente e consolidata.
"Non vedo lo scandalo", dice Bottini. Mentre sottolinea che le opere - tre statue in marmo di epoca imperiale - "non erano esposte al pubblico e non avrebbero potuto esserlo per molto tempo". Adesso invece potranno essere ammirate. Soprattutto la più importante, un gruppo con Venere e Marte (ma i volti secondo la consuetudine dell'epoca fanno riferimento a personaggi imperiali) che andrà ad ornare la sommità dello scalone d'onore di Palazzo Chigi, dove passano per esempio i capi di Stato in visita al governo. Insomma, nota il soprintendente, dietro il prestito "non c'é nessuna valenza politica, c'é una valenza istituzionale". E quelle tre statue (non quattro come denuncia il Pd) "come oggi vengono prestate a questo governo avrebbero potuto esserlo al precedente". Nella sua interrogazione, il Pd collega comunque il fatto che le statue non fossero al momento esposte al pubblico alla "cronica carenza di fondi che, anche a seguito del taglio contenuto nell'ultima manovra finanziaria, non consente la riapertura degli spazi espositivi che ospitarono il primo Museo Nazionale di Roma, dopo l'Unità d'Italia".
E sottolinea che "precludere al pubblico la fruizione di queste opere d'arte e usarle per il decoro degli spazi privati del presidente del consiglio appare una scelta profondamente sbagliata, così come errata sarebbe la decisione di smembrare collezioni archeologiche pubbliche per di più per soddisfare richieste che ricordano vezzi napoleonici". Dalle soprintendenze romane viene invece ricordato come il fenomeno delle opere d'arte prestate da musei e gallerie di tutto il paese risale ai primi anni del Novecento. A Roma il primo prestito è del 1908.
Cento anni di consuetudine, con opere anche di grandissimo pregio, che sono andate ad ornare le sale del potere, ma anche i ministeri, le questure, le ambasciate italiane all'estero, le università. Dalla fine degli anni '80 sono aumentati regole e controlli. Per i dipinti vengono richieste accortezze di tutela e ogni cinque anni c'é una revisione. Nel tempo non sono mancati incidenti. Tante le opere perdute, soprattutto durante la seconda guerra mondiale. Durante il primo governo Prodi, un Paesaggio di Agostino Tassi, appeso nello studio del presidente del Consiglio, finì bruciato per un incendio dovuto ad un corto circuito. E negli anni '50 dalla Corte dei Conti spari', mai più ritrovata, una tela del veneziano Marco Benefial.
IL MUSEO DELLE TERME - Le Terme di Diocleziano sono una delle quattro sedi del Museo Nazionale Romano, insieme con Palazzo Massimo, Palazzo Altemps e Crypta Balbi. Edificato tra il 298 e il 306 d.C., il grandioso impianto delle Terme, il maggiore di Roma antica, fu trasformato in basilica da Pio IV, che incaricò del progetto Michelangelo. Parte del perimetro è oggi occupato dalla chiesa di Santa Maria degli Angeli. Nel 1889 il complesso delle Terme divenne sede del Museo Nazionale di antichità romane, dove furono raccolte diverse collezioni e i reperti provenienti da vari scavi. Nel chiostro michelangiolesco sono allestite le sezioni di protostoria ed epigrafia, mentre la statuaria è custodita nelle grandi aule che da trent'anni sono chiuse al pubblico.
Lo scorso novembre è stata riaperta, l'Aula X, destinata ad accogliere la grande architettura romana, pubblica e funeraria, con un allestimento che presenta al pubblico la tomba dei Platorini, scoperta nel 1980 in riva al Tevere, due statue di Sulpicius Platorinus e di sua figlia, due sepolcri provenienti dalla Via Portuense. Proprio nell'Aula restaurata Silvio Berlusconi ha presentato lo scorso dicembre il logo e le strategie per il G8 della Maddalena. Le opere di statuaria richieste dal presidente del Consiglio per Palazzo Chigi sono custodite nella vasta area del museo ancora chiusa al pubblico, ma non nei depositi. Uno dei quattro capolavori che dovrebbero abbellire la sede del Governo, figura il celebre e imponente gruppo marmoreo di Marte e Venere, di età antonina, rinvenuto a Ostia nei mercati di Adriano. I volti delle due divinità sono quelli dell'imperatore Marco Aurelio e della moglie Faustina minore.
Fonte: Ansa.it

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