Circa 35mila piantine sono già a dimora, grazie all’intervento congiunto dei comuni di Lodi Vecchio e Tavazzano e l’azione del Consorzio Muzza Bassa Lodigiana: il Parco d’interesse sovracomunale del Sillaro inizia a prendere forma. E in questi giorni nell’area di pertinenza del comune di Tavazzano sono in corso ulteriori verifiche ambientali per capire quali sono gli interventi necessari alla valorizzazione di un angolo di grande pregio storico e ambientale. «Il cavo del Sillaro è uno dei corsi d’acqua di più antica formazione del territorio - spiega il sindaco di Tavazzano, Giuseppe Stroppa - ; le sue origini così lontane nel tempo fanno del Sillaro uno dei tesori che costruiscono la nostra identità, un tesoro che va gelosamente custodito. E proprio a Tavazzano sulle rive del Sillaro c’è un piccolo boschetto di ontani, che è protetto dalla legislazione nazionale per la sua rilevanza storica e ambientale». Un motivo in più per investire in valorizzazione e tutela, secondo il sindaco, che qualche giorno fa ha presentato il Piano di governo di territorio, in cui la compensazione ambientale assume un ruolo chiave. Nelle nuove lottizzazioni, infatti, gli operatori dovranno cedere una quota aggiuntiva rispetto agli standard, pari al 15 per cento della superficie in oggetto, da destinare alle piantumazioni nell’area del Sillaro. Costituito su un’area di circa 1.300 ettari, con il coinvolgimento di sette comuni (Tavazzano, Mulazzano, Lodi Vecchio, Casalmaiocco, Villanova, Pieve e Borghetto), il Plis del Sillaro sta camminando sulla strada dell’inserimento del vincolo negli strumenti urbanistici. Riconoscimento già avvenuto a Tavazzano, che insieme a Lodi Vecchio, in questi giorni sta portando a compimento un intervento di implementazione dell’arredo urbano, con bacheche informative e staccionate in legno eco compatibili che renderanno l’area sempre più accessibile ai cittadini. «Stiamo lavorando con il sostegno di regione Lombardia - ha spiegato ancora Stroppa -, partecipando ai bandi per i «sistemi verdi multifunzionali». Ma stiamo aprendo tavoli di sensibilizzazione con gli agricoltori: l’obiettivo è arrivare anche ad un’agricoltura compatibile con le esigenze del parco».Fonte: Il Cittadino
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