Dallo scorso mese di febbraio è completamente operativa la cosiddetta culla segreta dell’ospedale Predabissi di Vizzolo, l’unica struttura di emergenza per l’abbandono di neonati esistente e operativa nella zona sud est di Milano. Nel corso del passato mese è stata infatti perfezionata la convenzione tra la direzione ospedaliera di Vizzolo Predabissi e l’associazione per la ricerca medica “Gianfranco Corti-Piero Rossi”, che ha sostenuto l’impegno economico dell’iniziativa. Con la convenzione la “culla”, cioè il servizio di accoglienza e rianimazione per neonati che vengono abbandonati da madri anonime diventa a tutti gli effetti un delicato campo di intervento dell’azienda con sede a Vizzolo. A questo punto, anche se ci si augura che non accada mai, la culla del’ospedale Predabissi è davvero pronta a funzionare. Il progetto è dell’associazione “Corti-Rossi, Fede scienza e impegno”, fondata in memoria degli amministratori Piero Rossi, già sindaco di Cerro al Lambro, e Gianfranco Corti, primo cittadino di Bascapè e vicesindaco di Melegnano. La moderna ruota degli esposti ha un’apertura verso l’esterno, è chiaramente indicata da segnali anche sulla strada provinciale Pandina, garantisce l’anonimato (non è necessario in altri termini chiamare i medici al momento della consegna dei piccoli), garantisce il primo soccorso e ogni genere di assistenza ai bambini consegnati al nosocomio di Vizzolo Predabissi. I promotori del progetto hanno deciso di muoversi guardando i terribili dati di sottosviluppo che ancora affliggono la società italiana: ogni anno nel nostro Paese tremila neonati vengono rinvenuti nelle strade, nei parchi, spesso nei cassonetti della spazzatura come figli di maternità indesiderate, di violenze, stupri e altre storie di marginalità. La disponibilità di moderne “ruote”, o sportelli anonimi di rianimazione neonatale, è ancora molto carente: a Milano esiste la culla segreta della clinica Mangiagalli, mentre a Roma è attiva da tempo quella del Casilino.
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
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