Hanno scritto alle istituzioni e raccolto firme, ora si sono rivolti a un avvocato.La rivolta dei cittadini assediati da smog e rumore.
Hanno messo del polistirolo sotto il letto per non farlo spostare di notte e insonorizzato una parete, ma il rumore e i disagi per la famiglia Brioschi non sono spariti. Il loro calvario quotidiano è causato da via dei Platani, un tratto di strada (provinciale) di 200 metri, dove sfrecciano auto, pullman e camion, senza rispettare i limiti di velocità (in paese sarebbero di 50 chilometri orari). A causa del numero di veicoli l’arteria si è deteriorata, i tombini sono sfondati, e tra vibrazioni e rumori una decina di persone si trovano in una situazione d’inferno. Da un vecchio immobile è caduto l’intonaco, a casa della famiglia Brioschi si sono formate delle crepe che minacciano le solette. Gli esperti hanno consigliato di costruire un muricciolo di contenimento nel giardino, ma costa troppo. Loro hanno raccolto delle firme, hanno scritto al sindaco, alla provincia di Lodi, alla polizia locale, alla prefettura e alla questura. Non si è mosso niente e allora si sono rivolti anche ad un legale perché solleciti gli enti ad intervenire. «Stiamo ancora aspettando», dice Marco Brioschi. In realtà sono state fatte le rilevazioni. E l’Arpa ha sancito che tutto era entro i limiti consentiti. «La strada però è in paese, a pochi metri dalla mia casa - sottolinea Brioschi - e i limiti dovrebbero essere quelli urbani e in questo caso sono tutti fuori dai parametri di riferimento. Abbiamo fatto delle proposte: abbiamo chiesto dossi, semafori laser, autovelox, ma non ci sono venuti incontro. Si rimbalzano la responsabilità. Abbiamo ottenuto solo l’impegno dall’assessore provinciale Piero Luigi Bianchi, che ci ha risposto confermandoci che ad aprile la strada sarà riasfaltata». Problema risolto? Nient’affatto. Perché sull’asfalto i veicoli continueranno a circolare e, senza controlli o presidi ad hoc, alla stessa velocità. Con il risultato che nelle ore di punta i poveretti delle case più “vecchie”, a diretto contatto con l’arteria, si dovranno tenere asserragliati nelle quattro mura domestiche con le finestre ben chiuse per evitare la tortura, che si fa più pesante dalle 6 alle 8, dalle 11 alle 12 e dalle 17 alle 19. Nella lettera inviata dai coniugi attraverso il loro legale, si sottolinea che «la strada così come concepita e mantenuta ha provocato e continua a provocare danni all’immobile». Il dato di fatto è che se la si considera strada locale e non provinciale, sono evidenti i problemi di inquinamento, rumorosità e sicurezza. Per questo l’avvocato ha invitato comune e provincia «a eliminare l’inquinamento acustico, di dotare la cartellonistica con la velocità del centro abitato e non extraurbano, di eliminare tutte le sulla strada che provocano le vibrazioni, avvertendo che in difetto i miei assistiti e tutti i soggetti che hanno sottoscritto l’elenco (la raccolta di firme, ndr) saranno costretti ad agire in giudizio».
Fonte: Il Cittadino
Fonte: Il Cittadino
Nessun commento:
Posta un commento