lunedì 22 giugno 2009

Brembio, nasce la prima centrale a biogas: dai reflui suini si ricaverà l’energia elettrica

Sono iniziati questa settimana i lavori per la realizzazione della centrale a biogas di Brembio.

L’impianto sorgerà al confine tra Brembio, Livraga e Borghetto, vicino a cascina San Michele, non distante da Ossago. A regime avrà la capacità produttiva di un megawatt e potrà fornire energia elettrica indicativamente a un paese di 5mila persone. Prima in Italia, e per questo ha ottenuto un finanziamento di oltre 900mila euro dalla regione Lombardia su un costo totale vicino agli 8 milioni, avrà una parte dedicata alla produzione di energia elettrica da impianto a biogas e una parte di serre alimentate da acqua calda prodotta dall’impianto stesso e nutrite per la fotosintesi con l’anidride carbonica di residuo di lavorazione. L’acqua calda in futuro potrà essere convogliata in appositi impianti per il teleriscaldamento, e soprattutto la centrale sarà a emissioni zero. L’impianto funzionerà con i reflui suini e animali in genere e con il trinciato di vegetali. Lo scarto finale della lavorazione o digestato potrà essere utilizzato come fertilizzante nei campi, completamente inodore, e per le coltivazioni da serra. La centrale sarà a regime probabilmente per la primavera prossima, con una chiusura del cantiere prevista tra gennaio e marzo 2010. A regime, occuperà cinque persone a tempo indeterminato e quindi 25 o 30 stagionali di lungo periodo per le raccolte nelle serre, coltivate inizialmente a pomodori. «E in futuro già pensiamo al conferimento della parte umida dei rifiuti solidi urbani di tutta Brembio - dice il sindaco Giuseppe Sozzi -. Nell’immediato invece firmeremo una convenzione per utilizzare questa energia pulita in tutti gli impianti comunali». Molto soddisfatti i vertici di Brembio Energia, la società titolare dell’iniziativa formata da cinque allevatori brembiesi e dalla società specializzata Bioelettra. «Per noi si aprono nuovi orizzonti - spiega il presidente Antonio Andena -. Intanto, risolviamo il problema dei nitrati da allevamento nel terreno, perché la centrale li trasforma del tutto. Quindi diversifichiamo gli affari. E infine facciamo qualcosa di buono per l’ambiente e la nostra campagna. Siamo arrivati fino a qui con un percorso burocratico impegnativo, ma ora siamo convinti che presto avremo i primi risultati». Un programma preciso, da portare avanti fase per fase. Fonte: Il Cittadino

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