Il campo rapaci banino alla sua quinta edizione diventa grande e si fa in quattro: al tradizionale campo della collina di San Colombano si affiancano quest’anno altri tre punti d’osservazione. Lo scopo dell’ampliamento dell’osservazione, reso possibile dal contributo pubblico delle province di Milano, Lodi e Pavia, è quello di capire se il numero di rapaci in migrazione registrato l’anno scorso, quasi 1.300, sia soltanto una parte minima di un movimento migratorio più complesso, una vera e propria rotta attraverso la pianura Padana, oppure se si tratti di un gruppo marginale, per quanto numeroso, staccatosi dalle altre rotte tradizionali conosciute.«Non sappiamo cosa aspettarci - dice Marco Siliprandi del Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano -. Potremmo riconfermare i numeri degli anni precedenti oppure trovarci di fronte a una novità di grande rilevanza, come una nuova rotta migratoria».I quattro campi saranno allestiti a una distanza l’uno dall’altro di circa sette chilometri, la distanza massima a cui è stato possibile seguire un avvistamento di rapace. In questo modo, di sette chilometri in sette chilometri si copre una direttrice di quasi trenta. Il campo lodigiano sarà fissato a Pieve o Sant’Angelo (sul tetto dell’ospedale Delmati), poi ci sarà il campo tradizionale della collina di San Colombano, un punto d’osservazione sull’argine del Po di fronte alla centrale di Castel San Giovanni e uno all’imbocco della Val Tidone, a Boffalora Piacentina. I quattro campi saranno attivi dal 21 fino al 31 agosto, nel periodo in cui gli anni passati si sono registrati i flussi più consistenti. Dal primo settembre, l’osservazione proseguirà nel solo campo di San Colombano.Soprattutto per il periodo d’osservazione ampliato, Picchio verde e Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano, organizzatori dell’iniziativa, cercano volontari anche a rimborso spese.«Per ogni punto d’osservazione sono necessari almeno due volontari, quindi otto ogni giorno: non è semplice trovare tante risorse, anche se quest’anno, grazie al finanziamento delle province, possiamo assegnare un piccolo rimborso spese, giusto in grado di coprire il costo della benzina e di un panino - spiega Silprandi -. Chiunque può fare l’osservatore volontario, perché sarà affiancato ad un esperto in grado di capire se si tratta di rapaci o di altri uccelli. Per il momento si sono fatti avanti due o tre persone oltre ai soliti volontari degli altri anni, ma speriamo di trovare ancora qualche interessato».Alle risorse stanziate dalle province di Milano, Lodi e Pavia, rispettivamente 1000, 800 e 500 euro, la provincia di Piacenza si affianca con la disponibilità di una guardia forestale, prestata al campo per i 10 giorni d’osservazione. Fonte: Il Cittadinomartedì 21 luglio 2009
San Colombano - Nuovi punti di osservazione per contare i rapaci lodigiani
Il campo rapaci banino alla sua quinta edizione diventa grande e si fa in quattro: al tradizionale campo della collina di San Colombano si affiancano quest’anno altri tre punti d’osservazione. Lo scopo dell’ampliamento dell’osservazione, reso possibile dal contributo pubblico delle province di Milano, Lodi e Pavia, è quello di capire se il numero di rapaci in migrazione registrato l’anno scorso, quasi 1.300, sia soltanto una parte minima di un movimento migratorio più complesso, una vera e propria rotta attraverso la pianura Padana, oppure se si tratti di un gruppo marginale, per quanto numeroso, staccatosi dalle altre rotte tradizionali conosciute.«Non sappiamo cosa aspettarci - dice Marco Siliprandi del Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano -. Potremmo riconfermare i numeri degli anni precedenti oppure trovarci di fronte a una novità di grande rilevanza, come una nuova rotta migratoria».I quattro campi saranno allestiti a una distanza l’uno dall’altro di circa sette chilometri, la distanza massima a cui è stato possibile seguire un avvistamento di rapace. In questo modo, di sette chilometri in sette chilometri si copre una direttrice di quasi trenta. Il campo lodigiano sarà fissato a Pieve o Sant’Angelo (sul tetto dell’ospedale Delmati), poi ci sarà il campo tradizionale della collina di San Colombano, un punto d’osservazione sull’argine del Po di fronte alla centrale di Castel San Giovanni e uno all’imbocco della Val Tidone, a Boffalora Piacentina. I quattro campi saranno attivi dal 21 fino al 31 agosto, nel periodo in cui gli anni passati si sono registrati i flussi più consistenti. Dal primo settembre, l’osservazione proseguirà nel solo campo di San Colombano.Soprattutto per il periodo d’osservazione ampliato, Picchio verde e Gruppo ricerche ornitologiche lodigiano, organizzatori dell’iniziativa, cercano volontari anche a rimborso spese.«Per ogni punto d’osservazione sono necessari almeno due volontari, quindi otto ogni giorno: non è semplice trovare tante risorse, anche se quest’anno, grazie al finanziamento delle province, possiamo assegnare un piccolo rimborso spese, giusto in grado di coprire il costo della benzina e di un panino - spiega Silprandi -. Chiunque può fare l’osservatore volontario, perché sarà affiancato ad un esperto in grado di capire se si tratta di rapaci o di altri uccelli. Per il momento si sono fatti avanti due o tre persone oltre ai soliti volontari degli altri anni, ma speriamo di trovare ancora qualche interessato».Alle risorse stanziate dalle province di Milano, Lodi e Pavia, rispettivamente 1000, 800 e 500 euro, la provincia di Piacenza si affianca con la disponibilità di una guardia forestale, prestata al campo per i 10 giorni d’osservazione. Fonte: Il Cittadino
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