martedì 21 luglio 2009

San Martino in Strada - Cade dal nido, salvo un giovane tarabuso

Scherzando, si potrebbe dire che aveva voglia di andare in discoteca ma ha smarrito la strada. Sabato mattina, il personale del villaggio la Pergola di San Martino in Strada ha rinvenuto un giovane esemplare di tarabuso nel piazzale antistante il ristorante interno la struttura. Allertata immediatamente l’Enpa: l’ente è intervenuto tempestivamente con una pattuglia di guardie zoofile che hanno ricevuto in consegna l’animale dagli stessi inservienti della Pergola. Il tarabuso, adagiato con cura in una scatola imbottita, è stata portato dalla protezione animali al centro recupero animali selvatici di Castelleone. Un ritrovamento eccezionale: questo uccello palustre (simile ad un airone ma dall’aspetto più goffo, il collo corto e pesante, le zampe tozze e verdastre, il baricentro insaccato) è praticamente scomparso dalle zone lodigiane da molti decenni. Il canneto fitto e limaccioso è il suo habitat naturale. «Il lodigiano dei campi di mais e dei cementi non fa certo al suo caso e questo impreziosisce la scoperta», precisa Aldo Curatolo, presidente dell’Enpa di Lodi. L’animale non presentava ferite superficiali né traumi, ma era stremato, quasi esanime. Di pochi mesi l’età dell’esemplare: «Considerata la sua costituzione esile, ancora immatura, questo piccolo tarabuso ha scelto il momento peggiore per abbandonare il nido, nel mezzo del violento temporale di venerdì notte». La forte intemperie, scatenatasi a piena violenza sui cieli di Milano, ha soffiato anche sul capoluogo lodigiano con venti fortissimi. «Il tarabuso, senza più forze, è planato in emergenza nel luogo più vicino, e lì si è accasciato», spiega Curatolo. All’arrivo dei soccorritori, l’animale ha cercato di mimetizzarsi assumendo una posa buffa: immobile, il collo e il becco irrigiditi verso l’alto, gli occhi vitrei come due biglie da spiaggia. «Questo comportamento perché il tarabuso è un animale da canneto. Assumendo questa postura risulta indistinguibile dalle altre frasche», afferma Curatolo. Ora, l’animale verrà trattato con una dieta vitaminica per rinvigorirlo. Una volta pronto, sarà liberato nei territori liminari le sponde dell’Adda. Ma rimane un piccolo giallo da svelare. Il tarabuso ritrovato è ancora molto giovane, il suo raggio e la sua autonomia di volo limitate. Rimane dunque da capire da quale provenisse quella notte, se in prossimità di San Martino ci sia un nido di questa rarissima specie. «Un’ipotesi del genere è più che probabile, ma dubito che eventuali ricerche diano qualche risultato - afferma il presidente dell’Enpa -; ringrazio i cittadini che hanno prestato il primo soccorso all’animale, per la sensibilità dimostrata e la velocità nell’avvertire la protezione animali». Fonte: Il Cittadino

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