martedì 28 luglio 2009

Zelo, rievocata la strage del ’44: «Dal dolore è nata la Costituzione»

Nell’eccidio di villa Pompeiana i repubblichini fecero 11 vittime.

Sessantacinque anni dopo Villa Pompeiana torna a rievocare il luglio tragico del 1944. Domenica mattina partendo da Marzano, frazione di Merlino, si è rinnovato il ricordo dell’eccidio della frazione di Zelo, considerato insieme al poco posteriore episodio dei Martiri del Poligono di Lodi il culmine della violenza nazifascista nel territorio a sud di Milano. Una cerimonia che ancora oggi non ha nulla di risaputo e anche domenica ha riunito 9 gonfaloni civici, 10 sindaci e almeno 15 tricolori delle sezioni Anpi e Combattenti e reduci. I fatti sono noti: nella giornata del 26 luglio ‘44 una colonna di repubblichini lodigiani, rafforzata da un battaglione d’assalto da Milano, uscì dalla città per procedere a una rappresaglia contro gruppi di partigiani, renitenti alla leva e sbandati nascosti nella zona dell’Adda e considerati responsabili di alcuni episodi, fra cui un agguato mortale, avvenuti ai danni delle autorità fasciste. Il rastrellamento si concluse lasciando sul terreno 11 vittime portatrici di vicende personali profondamente diverse. Nell’elenco dei caduti figurano infatti partigiani attivi quanto renitenti alla leva (si stima che nel novembre ‘43 il 60 per cento dei richiamati alle armi dalla Repubblica sociale non si presentò ai distretti), reduci di Russia e persino persone in alcun modo non soggette a coscrizione militare come l’agricoltore di Galgagnano Celestino Sfondrini. Alessandro Martino, Artemio Massari, Italo Santini, Oliviero Ugolini, Amalio Favini, Giuseppe Massari, Calogero Scaravilli, Carlo Guiarini, Cesare Rigamonti, Celeste Sfondrini e Michele Vergani andarono incontro al medesimo destino sulla base dell’accusa (in alcuni casi totalmente fittizia) di detenere armi e dare manforte alla sovversione contro il governo della Rsi. Ancora una volta, domenica, i discorsi delle autorità di oggi hanno sviluppato riflessioni su questo scenario che si allontana dall’attualità ma resta pur sempre a due passi nella storia. Parole di commmorazione sono arrivate da Roberto Nalbone dell’Anpi di Lodi e dal vicesindaco di Zelo Angelo Madonini. «Quegli anni di enorme sofferenze hanno prodotto due capisaldi della Costituzione: il valore dell’unità nazionale e la dignità inviolabile della persona», ha osservato quest’ultimo, presente con i rappresentanti di Lodi, Paullo, Merlino, Comazzo, Mulazzano, Melegnano, Cervignano, Galgagnano, Colturano e Tribiano. Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...