Dopo 15 anni, è stato riaperto ieri il ponte sull’Adda a Bertonico. Alle 17 è ripresa la circolazione tra il Lodigiano e il Cremasco, finora garantita dal ponte bailey a senso unico alternato per le vetture e vietata al traffico pesante.Il taglio del nastro è avvenuto attorno alle 13 dopo una piccola cerimonia inaugurale e la benedizione del vescovo di Crema monsignor Oscar Cantoni. Alla manifestazione erano presenti il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, l’onorevole lodigiano Andrea Gibelli, il vicepresidente della regione Lombardia Gianni Rossoni, l’assessore regionale Raffaele Cattaneo, i presidenti delle Province di Lodi Pietro Foroni e di Cremona Massimo Salini e diversi sindaci e amministratori del territorio. Ha introdotto i discorsi di rito il capo compartimento di Anas per la regione Lombardia Claudio De Lorenzo, che ha voluto tratteggiare una breve storia dei lavori di ricostruzione del ponte e dare qualche dato tecnico del nuovo manufatto. Il ponte sull’Adda crollò il 9 novembre 1994 in seguito a una piena del fiume, e la storia dell’appalto e dei lavori fu contrassegnata da «un rosario di difficoltà», come l’ha definito l’assessore regionale Cattaneo, difficile da prevedere tutte insieme su un’opera. L’ultima parte dei lavori, dopo un fermo di oltre quattro anni, erano iniziati nel 2007 e si sono conclusi nelle settimane scorse. L’opera è costata complessivamente 41 milioni di euro.Così, se per il presidente della Provincia di Cremona Massimo Salini è «un momento importante per il territorio, arrivato in ritardo per un fallimento e per i problemi normativi conseguenti», è toccato al presidente della Provincia di Lodi Pietro Foroni riportare la questione nella giusta prospettiva: «Non è giornata di polemiche ma di festeggiamenti, tuttavia non si può far finta di niente. Bisogna capire quello che è successo perché non accada più. Qui si è avuto il fallimento di un sistema, mentre decentrare le responsabilità a livello locale, come è stato fatto per il ponte sul Po di San Rocco al Porto, ha portato in pochi mesi al ripristino dei collegamenti tra le sponde». E il confronto impietoso tra i 15 anni del ponte sull’Adda e l’anno e mezzo del ponte definitivo sul Po, anticipato dai sei mesi di quello provvisorio, è stato il tema fondante dell’intervento dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaele Cattaneo: «Ci vergogniamo, a nome anche di chi c’era prima di noi, per la storia del ponte sull’Adda. Come Anas ha battuto ogni record negativo qui, ci auguriamo che ora possa battere un altro record, di velocità, a 20 chilometri da qui, con il ponte sul Po». Il vicepresidente della regione Lombardia Gianni Rossoni ha quindi ribadito che «qui abbiamo perso tutti, e oggi non festeggiamo ma semplicemente consegniamo un’opera al territorio». A chiudere gli interventi è stato quindi il ministro Roberto Calderoli che il vecchio ponte sull’Adda conosceva bene per averlo utilizzato per 10 anni e oltre. «Scusa, scusa, scusa: questo dobbiamo dire, e hanno ragione coloro che si lamentano dei tempi. Quanto accaduto qui ci deve dare la forza di intervenire per cambiare la normativa riferita agli appalti, in modo che quanto successo non accada più. L’unità del Paese si fa anche con queste opere e non solo con il ponte sullo Stretto di Messina».Fonte: Il Cittadino

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