Hanno aspettato il Natale per affacciarsi nei cieli lodigiani, forse per riservarsi l’onore di deporre nella culla il più amato dei bambini. Annunciare nascite, del resto, è il loro mestiere, e quando volteggiano sopra le case si può star certi che un fiocco rosa o azzurro comparirà presto appeso al portone. Meglio allora che l’anagrafe di Corte Palasio si prepari a fare gli straordinari, perché da ieri mattina quattro nuove cicogne sono giunte in paese, nell’area protetta gestita dalla cooperativa l’Ortica lungo le sponde del fiume Adda. Non ci sono arrivate volando, ma sono state accompagnate fin qui dagli ornitologi del Parco Adda Sud che, con l’obiettivo di incrementare la popolazione già presente (20 cicogne adulte comprese le nuove arrivate), le hanno acquistate presso un centro di Varese specializzato in fauna selvatica.«Lo scopo di questa operazione - spiega il presidente del Parco, Silverio Gori - è quello di arricchire il patrimonio faunistico lodigiano e cremonese con una specie di volatili che fa parte della storia ambientale del nostro territorio. Già in passato il Parco aveva provveduto ad introdurre qualche esemplare, successivamente ne sono nati altri e altri ancora si sono aggregati spontaneamente. Questo dimostra come il Parco Adda Sud goda di buona salute: se le sue condizioni ambientali fossero compromesse le cicogne non tornerebbero qui ogni primavera».Alcuni esemplari, in verità, trascorrono l’inverno nelle voliere allestite all’interno dell’area protetta, ed è proprio qui che sono state ospitate le neo arrivate. Non appena la temperatura lo consentirà verranno liberate, con la certezza di poterle localizzare in ogni momento grazie a un microchip e a un anello di identificazione fissato ad una delle zampe.Se, come è accaduto negli anni passati, sceglieranno di nidificare lungo il fiume, non servirà essere dei bird-watchers per accorgersi della loro presenza: l’apertura alare di un individuo adulto sfiora i due metri, i loro nidi sono grandi, issati in posizione ben visibile sui comignoli o sui pali della luce. Se poi dentro ci fosse anche qualche uovo, sarebbe un successo secondo il presidente del Parco: «Le cicogne che avevamo introdotto in passato hanno dato alla luce dieci pulcini - racconta Gori -, segno che all’interno del Parco ci sono le condizioni adatte alla riproduzione. L’arrivo di quattro nuovi esemplari (due maschi e due femmine, ndr) non potrà che aumentare la probabilità di future nascite».E favorirà anche il ricambio genetico dell’intero gruppo, dando vita a individui più forti e geneticamente migliori, in grado di resistere al clima non sempre salubre della nostra pianura.Fonte: Il Cittadino
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