giovedì 24 dicembre 2009

Sant'Angelo - L’organo della basilica torna a splendere - Conclusi i restauri promossi dalla parrocchia e dall’associazione Sviluppo Santangiolino grazie a un finanziamento regionale - Il prezioso strumento sarà inaugurato nella prossima primavera


L’organo della basilica di Sant’Angelo è tornato all’antico splendore. Sabato 19 dicembre sono state infatti “consegnate le chiavi” dello strumento al parroco, monsignor Gianfranco Fogliazza. Si è concluso in questo modo - in attesa dell’inaugurazione ufficiale questa primavera - un lungo percorso, nel quale la parrocchia dei Santi Antonio abate e Francesca Cabrini ha collaborato con l’associazione Sviluppo Santangiolino per trovare i fondi e avviare l’intervento di recupero dell’organo. La prima pietra per il restauro del prezioso strumento risale al 2007, quando si è deciso di avviare l’intervento. Era necessario un minimo lavoro tecnico per rimetterlo in sesto e bisognava inoltre gestire tutto il complesso intervento, che comprendeva le richieste di preventivo, la selezione delle ditte, la gestione dei sopralluoghi, la valutazione dei preventivi, il recupero dei fondi, l’assegnazione dell’appalto alla ditta vincitrice e il suo affiancamento durante il complesso lavoro del restauratore. L’ostacolo principale era quello economico (55mila euro circa), ma grazie all’interessamento dell’associazione Sviluppo Santangiolino la parrocchia ha presentato una richiesta di finanziamento alla regione Lombardia. Il 5 febbraio 2009 dal Pirellone è arrivata la buona notizia: la Regione ha finanziato il 70 per cento del costo dell’intervento. Un quarto dello stanziamento regionale è a fondo perduto, i restanti tre quarti sono da restituire in dieci anni a tasso zero.Nel marzo 2009, infine, è stato assegnato l’incarico alla ditta Tamburini che in nove mesi ha lavorato a stretto contatto con la parrocchia. Al di là dell’imponente restauro, sono state introdotte alcune novità significative, come la consolle mobile, che potrà essere spostata davanti all’altare in occasione dei concerti. «Sono ora necessari tre mesi di collaudo - spiega Roberto Milani -, solo in marzo saremo ufficialmente pronti per inaugurare l’organo, ma la curiosità di sentirlo suonare è tanta. Occorre poi sottolineare il grande valore storico e artistico dello strumento, messo sotto tutela dalla Soprintendenza alle Belle Arti, grazie al gruppo di canne scoperte risalenti alla metà del Settecento». La prima notizia scritta sull’organo risale al febbraio 1797: si tratta di un documento con il quale viene incaricato il «fabbricante d’organi Andrea Buzzoni di Pavia» di «incordare» l’organo. Il 31 maggio 1807 la Fabbriceria della chiesa aveva invece incaricato Giuseppe Serassi di Bergamo di costruire un nuovo organo, che era stato ultimato per la Pasqua del 1808. Il 30 agosto 1856 era stato poi chiamato Adeodato Dossi-Urbani da Bergamo per intervenire sullo strumento. Era stato affidato l’incarico anche al fabbricante Lingiardi di Pavia: il 1858 erano stati inaugurati i nuovi lavori sull’organo. Un successivo intervento risale al 1938 (anno di ultimazione della nuova parrocchiale): a occuparsi dell’organo in questo caso era stato lo specialista Nicolini di Crema. Negli anni Sessanta, infine, il parroco monsignor Giuseppe Molti decide l’installazione di un grandioso organo, opera della bottega dei fratelli Costamagna di Milano: l’organo esistente viene quindi restaurato, potenziato ed elettrificato. Fonte: Il Cittadino

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