sabato 19 dicembre 2009

«I fertilizzanti uccideranno i fontanili» - Le condizioni ambientali non favoriscono la vita della fauna: si trovano ancora specie rare ma la loro sorte è segnata - Grido d’allarme del direttore del Parco: «L’acqua è contaminata»


Canto del cigno per i fontanili. Il grido d’allarme viene dal Parco Adda sud e dal suo direttore Riccardo Groppali. 

I fertilizzanti usati in grandi quantità dagli agricoltori stanno distruggendo l’habitat della fauna locale. Le guardie ecologiche volontarie hanno passato al setaccio le acque dell’area protetta. Nell’area del Sudmilano sono emerse ancora alcune specie rare come il ghiozzetto striato e il gambero di pianura, ma si tratta di pochissimi esemplari, ormai destinati a scomparire. «Le guardie, durante la loro attività ordinaria - spiega il direttore dell’Adda sud - hanno rinvenuto l’unico esemplare rimasto del gambero di acqua dolce. Quello rosso della Louisiana, infatti, si sta diffondendo a macchia d’olio, soppiantando il suo compagno autoctono». Le condizioni dell’acqua sono pessime e la fauna non sopravvive. «L’acqua di falda superficiale è in pessimo stato - aggiunge Groppali -. È piena di fertilizzanti distribuiti in eccesso nei terreni. A valle, invece, lungo l’asta del fiume, finiscono scarichi più o meno buoni non controllati. Stiamo assistendo al canto del cigno per le poche specie che sono finora riuscite a sopravvivere a un inquinamento così importante della rete idrica. Abbiamo fatto una ricerca con gli studenti dell’università di Pavia sugli insetti di acqua ferma. Abbiamo potuto constatare come stiano letteralmente scomparendo numerose specie, con una rapidità notevole. Prima o poi qualcosa di gramo capiterà anche all’essere umano. Non sto scherzando. La storia delle api e della loro scomparsa ce lo insegna. Il problema però è che rimedi, all’orizzonte, non si vedono. Anzi, con l’emergenza diabrotica sulle coltivazioni di mais, i trattamenti chimici nei campi sono ripresi alla grande».Il problema, secondo Groppali, è che l’acqua che sgorga dal fontanile s’inquina prima di arrivare al fiume. «Il fontanile che riceve acqua contaminata dalla falda - precisa il docente - poi scorre verso il fiume, ma i pesci non ci arrivano. Il percorso inquinato li blocca a metà. Si trovano intrappolati in una specie di tunnel e finiscono lì i loro giorni». L’unico rimedio possibile, che però non è risolutivo, è di riaprire i fontanili esistenti (all’interno del Parco arrivano fino a Lodi dove sono tutti chiusi), pulirli e consentire il flusso continuo dell’acqua. «Abbiamo fatto diversi interventi di questo tipo - dice Groppali -; al Mortone abbiamo messo anche dei tubi per far sgorgare l’acqua, ma il problema poi resta quello della contaminazione a valle». Fonte: Il Cittadino

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