«La pubblicità sulle rotatorie delle strade provinciali? No grazie, non la vogliamo. Oppure la vogliamo collegata a una vera manutenzione del verde». Così Giovanni De Nicola, assessore provinciale ai trasporti dell’amministrazione Podestà, annuncia la “cura dimagrante” per gli 878 nuovi cartelloni autorizzati sui rondò dell’immensa rete stradale che fa capo a palazzo Isimbardi. Ironia della sorte, i quasi mille nuovi cartelli pubblicitari (alcuni di grosse dimensioni, anche un metro per un metro) cominciano a comparire solo oggi nel Sudmilano - sono spuntati al rondò Binasca-Santangiolina ad esempio, oppure alle Quattro strade di Colturano - ma rappresentano la “coda” di una decisione presa in piena giunta Penati. Fu l’assessore Paolo Matteucci infatti, in carica fino al giugno scorso, a concludere un maxicontratto con un’associazione di imprese per la posa di messaggi anche in uno spazio della rete stradale rimasto sinora abbastanza al di fuori dell’orda pubblicitaria: le rotonde. In cambio le casse provinciali avrebbero guadagnato il risparmio delle spese di manutenzione del verde interno agli spartitraffico. Ma adesso il nuovo assessore vuole mettere il freno alla proliferazione. E così quella che potrebbe sembrare una folkloristica curiosità - la pubblicità ai rondò - nasconde un serio “braccio di ferro” amministrativo. «Intanto le critiche per l’offesa del paesaggio me le sono prese io - puntualizza il successore di Matteucci - perché su qualche blog hanno parlato di De Nicola attentatore del panorama e cose simili. Ma i quasi novecento impianti pubblicitari in più sono una “trovata” della giunta Penati, non nostra. Il dato di partenza è uno: troppa pubblicità attorno alle strade è pericolosa. Non lo diciamo noi, ma il Codice della strada che mette in chiara relazione il rischio incidenti con gli stimoli a distrarre il guidatore, anche se il Codice non è precisissimo nel definire cosa si intende esattamente per intersezione viabilistica, dove in teoria non si potrebbero esporre annunci. Una rotatoria è un’intersezione, o lo è solo un semaforo ? Su questo c’è un margine di discrezionalità. Comunque, non ci si può mettere sulla via della moltiplicazione infinita dei messaggi, anche perché alla fine la Provincia ci guadagna poco o nulla: non prende tasse di occupazione suolo, o affitti. Ha solo la manutenzione esterna, quando c’è. Quindi abbiamo proposto alle concessionarie tre soluzioni: ridurre del 50 per cento, innanzitutto, il numero di cartelloni; ridurre le dimensioni degli stessi e infine introdurre un unico modello standard, con la scritta “verde curato da”. Così può andare, ma il messaggio nudo e crudo che si pianta davanti alle auto no».Fonte: Il Cittadino
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