martedì 29 dicembre 2009

Nella Bassa sono tornati anche i cinghiali - Tra Senna e Orio alcuni cacciatori hanno avvistato sei esemplari: arrivano dall'Appennino in cerca di cibo e attraversano il Po - Uno è stato travolto da un automobilista sulla “Mantovana”


Dopo i caprioli, nel Basso Lodigiano sono tornati anche i cinghiali, animali selvatici che nell’antichità popolavano i boschi padani ma che da decenni ormai erano confinati in cima agli Appennini. Nel fine settimana un automobilista in transito sulla ex statale “234”, tra Senna e Orio Litta, ha riferito ai carabinieri di aver investito in serata uno di questi suini. Solo danni all'auto e nessun ferito, fortunatamente. Il conducente ha poi recuperato la carcassa, con l'intento di chiedere un risarcimento danni. Trattandosi di fauna selvatica, infatti, i cinghiali sono di proprietà dello Stato che in teoria potrebbe essere chiamato a rispondere, direttamente o attraverso enti locali, di questo ostacolo imprevisto.Incidenti stradali simili sono frequenti, nei mesi invernali, nell'Oltrepo Pavese, in collina, dove spesso “famiglie“ di cinghiali scendono a valle quando il terreno innevato e gelato rende più difficile recuperare le ghiande e le radici di cui si cibano.Il cinghiale travolto nelle scorse ore, però, potrebbe non essere un animale isolato: «Già nell'inverno del 2008 - ricorda il sindaco di Senna Lodigiana, Francesco Antonio Premoli - da Corte Sant’Andrea era arrivata la segnalazione di due cacciatori che avevano avvistato, in orari serali, sei esemplari. L’opinione mia e di alcuni cacciatori è che arrivino dalla riva piacentina del Po, dove, tra Sarmato e Calendasco, ci sono zone di ripopolamento e cattura in cui è vietata la caccia. E, guarda caso, sconfinano nel Lodigiano in aree come quella di Orio e dell’Isolone che a loro volta sono interdette alle doppiette: non vogliono correre il rischio di diventare prede».I cacciatori lodigiani speravano di poter avvistare i cinghiali in occasione dell'ultima operazione di cattura di lepri all'Isolone, ma in quell’occasione non si erano fatti vedere. «Di giorno stanno rifugiati e si spostano al crepuscolo o di notte - prosegue Premoli - e sicuramente si spingono fin nel Lodigiano per fame. Oltre a qualche albero di quercia, con le ghiande, qui possono trovare qualche pannocchia residua nei campi di mais. Probabilmente questo cinghiale fa parte dello stesso gruppo dello scorso anno e potrebbe aver attraversato il Po approfittando di qualche giornata di “magra” del fiume. Del resto, lo scorso anno io avevo avvistato in zona un capriolo».Non si ha comunque notizia di persone aggredite o minacciate dai cinghiali nel Lodigiano, così come nessuno ha ancora pensato di organizzare battute di caccia, che devono essere organizzate e autorizzate, per contenere la popolazione di questi suini. Presenze quindi sporadiche che non suscitano alcuna preoccupazione, anche se gli automobilisti a questo punto devono tenerne conto. Perché se davvero il cinghiale stava tentando di attraversare la “Mantovana”, altri esemplari potrebbero seguire la stessa strada, alla ricerca di cibo, magari nelle campagne tra San Colombano e Livraga, e un impatto a forte velocità con animali del peso di due o tre quintali potrebbe avere gravi conseguenze.Fonte: Il Cittadino

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