Esclusiva, ma soprattutto al cento per cento “bio”: è la prima bottiglia in plastica prodotta in Europa con la tecnica dell’estrusione e soffiaggio firmata Polenghi Las, azienda specializzata nella lavorazione e trasformazione degli agrumi, che ha sede a San Rocco al Porto. Risultato di due anni e mezzo di ricerca, condotta nei laboratori dello stabilimento della Bassa da un comitato ecofriendly creato ad hoc, il piccolo “oggetto” amico dell’ambiente si presenta con una veste dichiaratamente evocativa: flacone da 125 ml con le rotondità proprie dell’agrume di Sicilia, e colore bianco neve a testimoniare la “pulizia” del prodotto. Involucro, tappo ed etichetta completamente biodegradabili e all’interno il succo di limone di origine rigorosamente biologica. «La nostra politica aziendale è da anni orientata al perseguimento di obiettivi di salvaguardia ambientale - spiega Marco Polenghi, titolare e manager del gruppo -, siamo partiti installando un impianto fotovoltaico che dal primo gennaio 2009 ha fatto di questa unità produttiva una centrale capace di generare 60 chilowattora di energia solare e risparmiare 40 chilogrammi di CO2. Adesso presentiamo un prodotto ugualmente ecosostenibile». Sul mercato farà la sua comparsa a febbraio, dopo il lancio in programma il 17 al Biofach, la fiera internazionale dei prodotti biologici di Norimberga, ma fra gli addetti ai lavori ha già fama del primato da eguagliare e per i sostenitori delle sorti del pianeta è un “osservato speciale”. «I danni del surriscaldamento sono scienza, non fantascienza», dichiarava solo qualche giorno fa il presidente americano Obama alla conferenza sul clima di Copenhagen, davanti a lui il gotha degli Stati impegnati a discutere misure di contrasto concrete. E su questo fronte si pone all’attenzione proprio l’iniziativa promossa dalla Polenghi Las: la “biobottle”, questo il nome scelto dagli ideatori per il ritrovato, eviterà infatti il consumo di mille barili di petrolio l’anno, e all’atmosfera di ingoiare 120mila chilogrammi di CO2. Veleno. Ciò grazie al processo altamente innovativo brevettato dallo stabilimento sanrocchino: il materiale plastico di cui è composto il flacone discende infatti non già dal petrolio bensì dal mais, o meglio destrosio, ricavato da differenti materie prime fra cui il granoturco in primis. «Combinato all’acido lattico, il destrosio dà origine ad un polimero che è l’unico al mondo ad avere caratteristiche plastiche pur derivando esclusivamente da risorse rinnovabili - continua Polenghi, che precisa -, le tecnologie attraverso cui può compiersi questo passaggio di stato sono diverse, e in Europa siamo noi i primi ad utilizzare quella dell’estrusione e soffiaggio». Il “gioco” è semplice: la fusione trasforma il polimero in candele di plastica cave, l’aria pompata all’interno le fa espandere fino ad aderire allo stampo formato limone, e quel che ne esce sono le miracolose bottiglie ad impatto ambientale zero. Se un pianeta di riserva non esiste, e in questo ci è dato vivere, la Polenghi Las ha scelto di difenderlo. Senza aspettare i risultati di summit e convegni spesso solo pieni di parole. Fonte: Il Cittadino
martedì 29 dicembre 2009
San Rocco al Porto - È lodigiana la prima bottiglia biologica - L’azienda la produce e la utilizza come contenitore di succo di limone esportato in tutto il mondo - Creata dalla Polenghi Las, è fatta con mais e rispetta l’ambiente
Etichette:
Attività commerciali,
Inquinamento No Grazie,
Miglioriamo la qualità della vita,
Rassegna Stampa,
Salviamo il nostro pianeta,
Tecnologia e Scienze,
Vivere con la Natura
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento