Da Castelnuovo a Zelo, il territorio protetto del Parco Adda sud è soffocato dalle discariche. Una decina le aree più critiche sorvegliate quotidianamente dalle guardie ecologiche volontarie. «Discariche abusive e rifiuti si possono trovare un po’ ovunque - spiega il vice direttore Maurizio Polli, responsabile dei servizi di vigilanza -. Le zone più inquinate sono a Zelo, nei pressi dell’Oca dipinta, lungo la provinciale, a Rivolta, poi c’è la Lodi - Borghetto. Numerosi, in questo tratto, sono gli automobilisti che passano e scaricano immondizia, la zona dell’ex cava Burlini, a Orio, nei pressi del ponte tra Castiglione e Montodine, poi Castelnuovo e Cavenago, vicino al parcheggio convenzionato con il Parco e a Lodi, in zona Barbina. Se non scaricano rifiuti altrove è solo perché il passaggio è chiuso o la zona non è abbastanza isolata per passare inosservati. Quello che possiamo fare noi è segnalare la discarica ai comuni. La competenza per quanto riguarda la pulizia è, infatti, degli enti locali. In molti casi, però, ci siamo fatti carico anche noi di ripulire l’ambiente». L’attività delle guardie volontarie, nel 2009, è stata intensa. Numerosi i casi riscontrati di escavazioni abusive sulle spiagge dell’Adda. «Non di rado - spiega Polli - ci sono i camion che vanno sull’Adda a prelevare la ghiaia. Nel 2009, abbiamo assistito anche a numerosi incendi. Almeno quattro gli episodi che si sono verificati a Rivolta, Belgiardino, tra Zelo e Spino e nella Valgrassa. Non si sono bruciate piante perché purtroppo non ne abbiamo molte, ma ad andare a fuoco è stata soprattutto la vegetazione spontanea. Quello che ha fatto più danni è stato l’incendio di Rivolta, avvenuto dietro il Parco della preistoria».Il consorzio guidato dal presidente Silverio Gori chiama le sua guardie “angeli dell’Adda”. Quotidianamente, infatti, le Gev vigilano sui 25mila ettari del Parco che vanno a toccare 35 comuni tra Cremonese e Lodigiano. Sono quasi cento gli interventi effettuati nel 2009: oltre alla lotta contro incendi e discariche abusive, le guardie si sono trovate alle prese con gli inquinamenti delle acque e le invasioni di auto e moto in zone vietate. Il report 2009 delle Gev è stato presentato il 16 dicembre, al circolo Archinti di Lodi, da Gori e da Polli.«L’attività è stata particolarmente impegnativa – commenta Gori –. Le nostre guardie non si limitano a monitorare la situazione, ma intervengono dove c’è bisogno. Danno una mano anche alla Protezione civile, ai vigili del fuoco, alle forze dell’ordine o agli enti locali. Le Gev, 41 operative e 47 in attesa di decreto di nomina, sono una vera forza, al servizio del territorio». Nel 2009 hanno coperto oltre 6mila ore di servizio, stilando cento verbali per episodi di inquinamento ambientale o di escavazione abusiva fra Lodigiano e Cremonese. Hanno svelato anche i segreti della natura ai bambini delle scuole durante le visite guidate ai centri parco e sono stati impegnati nel censimento dei fontanili, le polle spontanee di acqua sorgiva che servono a misurare lo stato di salute del reticolo idrico sotterraneo della bassa Lombardia. Tutto l’organico è stato coinvolto nel monitoraggio delle zone a rischio di esondazione e nel controllo delle zone di particolare interesse ambientale. «Il nostro è un territorio molto vasto – conclude Gori –; la verifica costante delle situazione è un presupposto fondamentale per poter intervenire subito in caso di problemi».Fonte: Il Cittadino
sabato 19 dicembre 2009
Parco Adda soffocato dalle discariche - Presentato il rapporto 2009 dell’attività degli operatori volontari alle prese anche con i furti di ghiaia dalle spiagge del fiume - Le guardie ecologiche ogni giorno in campo per pulire l’ambiente
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