Anche a San Donato, come nella confinante San Giuliano, il battesimo del metrò leggero, o S1 o linea suburbana che dir si voglia, non è avvenuto nel segno dell’estetica. La stazione Torri Lombarde-Crowne Plaza a rivoluzione ferroviaria compiuta si presenta quasi come prima: coperta di graffiti, con i cartelli della fermata quasi cancellati dal groviglio di spray, con l’acqua che spiove dal soffitto del tunnel e con diversi altri acciacchi, non ultimo quello di una non chiarissima distinzione da Milano città. Fra i non residenti sono in diversi ogni giorno a imboccare il sottopasso della zona Torri pensando di essere già a Milano. A Rogoredo per la precisione, dove forse cercano la linea 3 per il Duomo: non c’è una gran differenza in termini di tempi e chilometri, ma Rogoredo ha una “faccia” un po’ più accogliente. A San Donato però un po’ prima di Natale qualche lavoro di manutenzione della struttura ferroviaria si è visto. Proprio quando i 32 treni al giorno cominciavano a fare su e giù da Saronno a Lodi, lungo la nuova tratta.«Alcuni tecnici e operai di Trenitalia e Rfi sono arrivati - racconta Aniello Nappi, gestore di un esercizio che accoglie i passeggeri proprio sul piazzale della stazione e quindi in una situazione privilegiata nel raccontare i guai dello scalo - e qualcosa in effetti hanno sistemato. Non moltissimo a dire la verità: sostanzialmente l’intervento si è concentrato sulla soffittatura del tunnel, che imbarcava acqua e nella quale sono stati sostituiti alcuni pannelli, e nella posa di alcune piastrelle nuove al posto di quelle sbrecciate all’ingresso della galleria pedonale. Adesso le infiltrazioni d’acqua ci sono ancora ma più limitate; il pavimento calpestabile è un po’ più in ordine, e questo è quanto si è visto sinora». Per il resto anche la stazione sandonatese, sulla falsariga di quelle prossime di San Giuliano, annuncia la vicinissima metropoli in modo non particolarmente allegro. Alcune soluzioni estetiche al momento della realizzazione potevano essere guardate con simpatia, ma a distanza di anni il tempo, il degrado e la penombra l’hanno offuscata.È il caso delle “finte porte” colorate e graffitate che si allineano su un lato del tunnel pedonale: «All’inizio dovevano essere un po’ l’asso nella manica della nostra stazione - continua Nappi- ma ora francamente sono mezze rotte, ci vorrebbe una bella mano di restauri, oppure eliminarle». San Donato condivide con San Giuliano la completa automatizzazione dell’insieme, quindi l’assenza di personale fisso, per quanto qui l’impressione di desolazione sia mitigata da alcuni locali sul piazzale esterno. E la sicurezza dei viaggiatori? «Resta un bel punto interrogativo - conclude l’esercente del quartiere Affari sandonatese -. Le luci continuano a funzionare metà sì e metà no. Il cancello all’entrata a volte resta aperto tutta notte».Fonte: Il Cittadino
giovedì 31 dicembre 2009
San Donato - Graffiti e infiltrazioni, la stazione piange - Nella struttura delle Torri Lombarde sono state effettuate alcune manutenzioni prima di Natale ma i disagi rimangono - Il degrado resta intatto nonostante l’istituzione del metrò leggero
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