venerdì 18 dicembre 2009

San Donato - Nuovi treni, i Verdi contro il comune - Secondo il capogruppo Menichetti la “rivoluzione” avviata con la linea Saronno-Lodi è stata snobbata dalla giunta - «Servono più navette per le stazioni ma non si è fatto nulla»


«La nuova linea ferrovia Saronno - Milano - Lodi è stata attivata nel silenzio totale del comune di San Donato, che non ha provveduto a mettere in campo un solido servizio di navette per collegare i quartieri alla stazione». Il capogruppo dei Verdi Marco Menichetti, parlando di «una vera e rivoluzione della mobilità locale passata in sordina», a distanza di alcuni giorni dal decollo della nuova linea che ha portato a 32 nuove corse che fanno tappa nelle stazioni del quartiere Affari e di Borgolombardo, in tema di trasporti parte all’attacco. «Innanzitutto i nuovi orari non sono stati divulgati attraverso alcun canale di comunicazione gestito dal comune - lamenta -, così come i sandonatesi non sono stati informati nemmeno dell’incremento dei treni messi a loro disposizione mediante un piano di potenziamento che fa capo all’assessorato di centrodestra della regione Lombardia». Ma gli ambientalisti puntano in particolare sull’esigenza di mezzi che facciano spola soprattutto con il punto di riferimento del quartiere Affari, che è a servizio di tutto il centro di San Donato, in quanto le popolose aree di Certosa e di via Di Vittorio fanno capo alla fermata di Borgolombardo. «Vorrei ricordare - riprende Menichetti -, che la possibilità di avere un treno che si ferma ogni mezzora nei giorni feriali di base non riguarda tanto i lavoratori, quanto i cittadini che per i loro spostamenti possono finalmente scegliere il treno. Questa è una novità assoluta, che ci coinvolge direttamente, rispetto alla quale prendiamo atto che il comune non ha previsto alcuna pianificazione per consentire alla città di trarne il massimo vantaggio». Su questa partita non viene escluso nemmeno un passaggio in consiglio comunale, con un’istanza su cui si potrebbe accendere il confronto politico, in quanto il gruppo dei Verdi sulla battaglia per la mobilità non intende assolutamente cedere. «Laddove non è intervenuto il comune - riprende il portabandiera di minoranza -, almeno per quanto riguarda le notizie utili per i passeggeri, ci siamo già attivati noi. È però fondamentale che questa potenzialità di togliere auto dalle strade venga servita a dovere da un efficiente sistema di trasporto pubblico». E tra le proposte lanciate dall’opposizione, vengono anche rimessi in gioco i bus a chiamata per servire le zone non di punta negli orari cosiddetti “morbidi”, al fine di assicurare «risposte mirate e di agevole utilizzo ai cittadini interessati a raggiungere i convogli». Rispetto alla nuova opportunità che è decollata il 13 dicembre, Menichetti conclude: «È stato perso tempo ma a questo punto auspico che si tratti solo di ritardi e che ci sia la volontà politica da parte della giunta di mettere in atto strategie concrete, a servizio di quella che è una grande scommessa che attraversa il nostro territorio». 


Ma la replica del municipio non si fa attendere: «Troppe spese per un servizio con poca utenza» 

«La linea recentemente attivata rappresenta solo una parte del piano di potenziamento dei treni: quando il progetto sarà completato si potrà eventualmente pensare ad un potenziamento del servizio di trasporto». L’assessore alla partita Claudio Monti replica così alle critiche messe dal gruppo dei Verdi in merito all’assenza di un sistema di collegamento interno alla città con le due stazioni ferroviarie, dove dal 13 dicembre fanno tappa 32 nuove corse. «Il principale punto di riferimento per San Donato - ricorda l’assessore -, rimane comunque la metropolitana. Riguardo ai rinforzi di autobus bisogna affrontare attenti ragionamenti, altrimenti come comune rischiamo di imbarcarci in spese per servizi che hanno scarsissima utenza. Come è avvenuto per l’autobus che si ferma di fronte al nuovo ingresso dell’ospedale. Alcuni cittadini me lo hanno chiesto, la risposta è stata data, ma i passeggeri sono pochi». Altro ragionamento riguarda invece il piano di orari dei nuovi treni che transitano e fanno tappa nelle stazioni del Sudmilano. A tal riguardo, l’esponente dell’esecutivo di centrodestra, ricorda: «Si fermano tutti in orari al di fuori del flusso dei pendolari, pertanto in questa fase non vedo questa grande esigenza di affrontare investimenti finalizzati a dare un servizio che non viene nemmeno utilizzato dai lavoratori, i quali si muovono in base a flussi su cui è già calibrato il sistema di navette». Insomma, se da una parte gli ambientalisti sollecitano una rete di bus che annoveri tra i punti nevralgici le stazioni, dall’altra parte l’esecutivo rimarca il rischio di spese non compensate da un sufficiente carico di utenti. Si prospettano invece novità riguardo l’autobus a chiamata, che potrebbe mettersi in moto in base ad una pianificazione stilata in sinergia con il comune limitrofo. «Ci siamo già confrontati con la giunta di San Giuliano - annuncia Monti -, al fine di coordinarci in un progetto che ci vedrebbe entrare nel sistema integrato di Milano, per raggiungere quei quartieri che risentono di decentramento, meno serviti dai mezzi pubblici. In ogni caso anche nel caso partisse questa iniziativa, sulla cui tempestica non sono ancora in grado di pronunciarmi, il punto di riferimento principale dei collegamenti resterà comunque la metropolitana».Fonte: Il Cittadino

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