Detenevano illegalmente droga e reperti archeologici ma il loro vero business era la vendita nei Paesi dell’Est di “supercar” rubate nelle ville del Nord Italia. I furti sono avvenuti anche nell’hinterland milanese e a San Donato sono stati depredati alcuni pezzi di ricambio per i bolidi da piazzare. All’alba di ieri sono finite in manette 5 persone (due di Minervino Murge, una di Cerignola, una di Porto Sant’Elpidio e una di Buccinasco), altre due sono tuttora latitanti, e in 11 sono stati denunciati dai carabinieri della compagnia di Andria tra la Puglia e la provincia di Milano. L’attività investigativa, con l’ausilio di intercettazioni telefoniche, ha consentito di accertare che le persone arrestate, tra maggio e ottobre 2007 avevano costituito una vera e propria associazione per delinquere finalizzata a effettuare, su commissione e con la complicità di malviventi albanesi, un numero indeterminato di furti di auto che scomparivano di notte all’interno di ville e stabilimenti e successivamente venivano esportate nell’Est Europa con tanto di targa falsa (corrispondente a veicoli dello stesso tipo ma che avevano subìto incidenti). Sono state recuperate auto e pezzi di ricambio rubati che in diverse circostanze venivano riciclati sul territorio italiano mediante contraffazione dei numeri di telaio, ma anche diverse dosi di cocaina, un’ingente somma di denaro, nonché vari reperti archeologici qualificabili “beni culturali appartenenti allo Stato”. Per gli spostamenti dei veicoli rubati veniva sempre utilizzata la rete autostradale e c’era un sistema collaudato di staffette effettuato con autovetture pulite per la circolazione sulle altre arterie. Tra loro i componenti della banda, che aveva ramificazioni nel Nord e fuori dai confini nazionali, comunicavano attraverso un linguaggio criptato. Le indagini, coordinate dal pubblico ministero Luigi Scimè di Trani, hanno anche permesso ai carabinieri di denunciare in stato di libertà altre 11 persone, alcune delle quali ritenute responsabili di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione di reperti archeologici e sfruttamento della prostituzione.Fonte: Il Cittadino
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