giovedì 3 dicembre 2009

Mediglia - Quattro anni e mezzo respirando eternit - Tempo fa si sono addirittura visti piombare in cortile una lastra di amianto: la bonifica è appena iniziata. Duecento persone vivono accanto a una fabbrica abbandonata.


Per quattro anni e mezzo sono stati esposti alle esalazioni delle polveri di amianto. Almeno duecento persone, una sessantina di famiglie che abitano in due condomini prospicienti ad un’azienda dismessa con coperture in eternit ammalorate, nel 2005 si sono trovati una lastra di amianto precipitare nel cortile condominiale. Poco più distante ci sono anche tante altre persone che hanno denunciato il distaccamento delle coperture della fabbrica abbandonata, per la quale solo il mese scorso è stata imposta la bonifica tuttora in corso. «In realtà - spiega Luigi Faggiano, consigliere comunale di Sinistra per Mediglia e inquilino di uno dei condomini vicini all’ex impianto per la produzione di scope - non sappiamo quale sia la gravità della situazione. Sappiamo che da quattro anni e mezzo non è stata fatta la bonifica. Fortunatamente non ci sono stati casi di malattie, purtroppo però gli effetti dell’amianto possono essere concreti dopo vent’anni». È stata presentata un’interrogazione in consiglio comunale per conoscere quali siano state le attività dell’ufficio ecologia e del sindaco Carla Andena, responsabile della salute pubblica e delegata all’ambiente. «Risponderò per scritto - dice - a quelle che sono le interrogazioni presentate. Va detto che da parte nostra c’è la massima attenzione alla presenza di eternit. Sappiamo che presso le cascine, che però sono lontane dall’abitato, esistono coperture di questo tipo. Per il caso specifico di Bettolino è in corso la bonifica e speriamo davvero che quell’area si possa acquisire anche per ridestinarla e risolvere tanti altri problemi». Infatti questo insediamento, si trova in mezzo all’abitato, ed è già stato oggetto di incursioni di extracomunitari che la utilizzavano come dormitorio e anche centro per la ricettazione sgomberati grazie all’intervento dei carabinieri e del nucleo operativo di San Donato. Chi la occupava illegalmente ovviamente non pensava all’amianto scrostato. Lo stesso che a maggio 2005 a seguito di un forte vento era volato nello spazio retrostante i box dei due condomini vicini. Il comando di polizia locale aveva fatto un sopralluogo e aveva accertato che l’area presentava «strutture fatiscenti e in evidente stato di abbandono». All’ufficio ecologia l’amministratore condominiale in estate aveva ribadito «il distacco di altri pezzi di eternit» e invitato all’intervento per risolvere il problema, che dopo denunce di altre persone quest’anno è stato finalmente avviato. «Speriamo che si risolva questa situazione - dice Faggiano - e nel contempo chiediamo delle informazioni certe. Intanto l’interrogazione è un atto ufficiale, che potrebbe essere utile - sperando che ciò non avvenga - per eventuali danni riscontrati. Tra l’altro tra i due condomini in via Lattea è nato anche un parchetto privato dove ci giocano i bambini. Quanto meno loro vanno tutelati».Fonte: Il Cittadino

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