Alcune famiglie di San Giuliano hanno bisogno di coperte per combattere i rigori del freddo. Vivono in appartamento, in quanto non sono senzatetto, ma persone che la crisi e la precarietà del lavoro hanno messo in ginocchio. «Fanno fatica a pagare le bollette - spiega il coordinatore della Caritas cittadina, Roberto Buzzi -, pertanto risparmiano al massimo su tutto, anche sul riscaldamento, se è autonomo. In generale, negli ultimi tempi è aumentata la fascia di italiani che si rivolge al centro di ascolto. Arrivano da noi cittadini che mai in passato avrebbero pensato di trovarsi in una situazione economica tanto difficile. Magari facevano gli impiegati e non avevano grosse difficoltà, ma con la crisi e il calo del potere di acquisto della moneta, è sufficiente che un coniuge perda il posto di lavoro per trascinare tutto il nucleo in condizioni di estremo disagio». Del resto, in un fine anno di bilanci, nei dati della nota associazione benefica si riflette il crescente bisogno che coinvolge sempre più italiani, mentre calano gli utenti provenienti da lontano. «In media il centro di ascolto si mantiene sui 220 contatti all’anno - riprende Buzzi -, ma se in passato si trattava soprattutto di immigrati in cerca di casa e lavoro, ora le medesime esigenze coinvolgono in modo sempre più massiccio gli italiani, che si aggirano sul 35 per cento degli utenti totali. Soprattutto in molti fanno fatica a garantirsi il necessario e a pagare le utenze, altri hanno problemi di occupazione. Le spese per la casa assorbono buona parte delle entrate, poi è sufficiente che ci sia un piccolo scossone, magari per una spesa imprevista, per sconvolgere la delicata pianificazione che consente con fatica di arrivare a fine mese». In un territorio in cui il 2008 si è chiuso con un bilancio di una cinquantina di sfratti esecutivi per morosità, il primo impegno per le fasce con bassi redditi è teso proprio ad assicurarsi un tetto sopra la testa e a pagare le tasse. Per gli alimenti oltre un centinaio di sangiulianesi sono inseriti nel circuito del Banco alimentare, che opera in sinergia con la Caritas per assicurare beni essenziali a pensionati, famiglie, stranieri con bambini, che ormai sono soliti attendere i pacchi accuratamente confezionati in base alla composizione dei nuclei e alle esigenze dei singoli beneficiari. Negli ultimi anni anche a livello locale la diffusione delle cosiddette “nuove povertà” ha così fatto accendere una serie di segnali, generando talvolta allarmi sociali, che hanno raggiunto le scrivanie del comune, ma anche i sodalizi di no profit, la cui avventura umanitaria si è indirizzata anche su una parte di popolazione che mai avrebbe pensato di dover bussare alle porte delle istituzione e delle associazioni per chiedere un aiuto per andare avanti. Magari proprio per far fronte alle scadenze, onde scongiurare l’incubo del taglio di servizi come il gas o la luce. Tra questi c’è chi avrebbe bisogno di coperte per supplire a termosifoni che vengono accesi il minimo indispensabile.Fonte: Il Cittadino
venerdì 18 dicembre 2009
San Giuliano - Italiani i nuovi poveri in fila alla Caritas - Si tratta di impiegati che hanno perso il loro lavoro o intere famiglie che si trovano in condizioni di estremo disagio - Fanno fatica a pagare le bollette e tagliano sul riscaldamento
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