giovedì 3 dicembre 2009

Sant'Angelo - Parco di villa Cortese: scontro sul suo futuro - Rifondazione comunista e Crespi ai ferri corti


Quattro proposte per salvare il grande parco di villa Cortese, l’ultima area verde di una certa consistenza che è rimasta nel centro abitato di Sant’Angelo. Sono quelle che ha lanciato nei giorni scorsi Rifondazione comunista: il partito di sinistra chiede al sindaco Domenico Crespi di assumere impegni precisi (e di agire «in tempi brevi») per salvaguardare e valorizzare l’ultimo polmone verde di Sant’Angelo, che versa in una preoccupante situazione di incuria. Crespi replica però in maniera molto dura: «È ora di finirla di dare tutte le colpe alla mia amministrazione comunale, come si andassimo in giro per i parchi pubblici a tagliare alberi e a fare scempi ambientali. Rifondazione parla tanto del futuro del parco di villa Cortese, peccato che la tutela richiesta per quest’area sembra interessata, nel senso che un esponente di Rifondazione è proprietario con altre persone di un’area guardacaso limitrofa al parco: è un atto pubblico, non c’è niente da nascondere». La prima proposta avanzata dal circolo che raggruppa i comunisti santangiolini è quella di tutelare l’area di villa Cortese facendola rientrare nel “Parco locale di interesse sovracomunale”. La seconda proposta di Rifondazione comunista è quella di «catalogare le diverse varietà di piante presenti nel bosco». Terza proposta: «Ripulire l’area dai rifiuti». L’ultima proposta-richiesta avanzata dai comunisti santangiolini è quella di «valorizzare e rendere fruibile da tutti i cittadini l’area di villa Cortese, così come già avviene con il “boschetto” gestito dal Wwf». Il modello, dunque, secondo Rifondazione comunista è quello dell’ormai noto “boschetto” che sorge a fianco dell’ospedale Delmati, in via Cortese, proprio di fronte allo stadio comunale. Un’iniziativa, quello del “boschetto”, voluta e portata avanti con grande caparbietà dal Wwf negli scorsi anni. Il “boschetto”, nato per valorizzare le specie autoctone della pianura Padana, anche a scopo didattico, rappresenta certamente un esempio da seguire per il recupero del parco di villa Cortese. Occorre tuttavia considerare che le dimensioni delle due aree verdi sono molto diverse: se nel caso del “boschetto” si può parlare di un fazzoletto di terra racchiuso fra le case e l’ospedale, per il parco di villa Cortese si deve fare riferimento a una vasta area, che lambisce il Lambro, costituita da un fitto bosco. Bosco che, secondo gli esponenti di Rifondazione comunista, «è l’unico polmone verde di una certa consistenza all’interno di Sant’Angelo, nel quale si trovano numerose varietà arboree e piante secolari». I militanti di Rifondazione denunciano poi che «a causa dell’incuria questa area verde versa in condizioni pietose e le varie amministrazioni comunali, Crespi, Carlin, Crespi, non sono mai intervenute seriamente».Fonte: Il Cittadino

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