venerdì 15 gennaio 2010

La cassa è vuota e la Paullese si ferma - Mancano i 13 milioni di euro a carico della Provincia, ma l’assessore ha assicurato che verranno trovati in tempi brevi - Non ci sono i fondi per proseguire nel raddoppio della strada


La Paullese si ferma allo svincolo sulla strada provinciale Cerca. Per l’ampliamento della strada da Paullo fino al ponte sull’Adda non sono ancora state reperite le risorse. Circa 80 milioni di euro, che dovranno stanziare regione e Provincia di Milano. Se la prima ha dato ampie rassicurazioni in merito (con l’importo quasi per intero recuperato), fanno difetto i 13 milioni di euro che dovranno essere stanziati da palazzo Isimbardi. I sindaci dell’asta della Paullese, mercoledì sera riuniti al castello Visconteo di Pandino, hanno preso atto delle comunicazioni ufficiali rese dall’assessore provinciale Giovanni De Nicola. «Non ci nascondiamo dietro un dito - ha detto -, i soldi non ci sono tutti. Però abbiamo tutte le carte in regola per trovarli. In numerosi incontri al Pirellone ci sono state rassicurazioni in merito da parte della giunta regionale». Il nuovo compito del coordinamento dei sindaci della Paullese, che nel corso della serata ha eletto Lidia Rozzoni (sindaco di Pantigliate e unica rappresentante del sesso debole) come referente, sarà quello di vigilare sul completamento dell’infrastruttura. Ed eventualmente, come ha proposto qualcuno, di lanciare iniziative (anche di protesta) per far sentire la propria voce. Attualmente sulla tratta milanese è in corso di completamento il primo lotto: il cronoprogramma è quasi rispettato, se non per dei lievi ritardi. Fino allo svincolo sulla provinciale Cerca, galleria di Vigliano compresa, non dovrebbero esserci criticità (se non i disagi dei viaggiatori), mentre per il secondo lotto, che partirà da qui e si arresterà al ponte sull’Adda, la Provincia dovrà ingegnarsi per i finanziamenti. È in possesso del progetto già approvato dal Cipe, ma probabilmente l’opera verrà suddivisa in stralci funzionali e si procederà con riaccorpamenti diversi da quelli previsti «perché - spiegano i tecnici della Provincia di Milano - è impensabile completare un’opera così grande in un’unica soluzione». E poi c’è il ponte sull’Adda, con un preliminare approvato dal Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) e un progetto definitivo in fase di approvazione. Il timore più grosso lo manifesta il sindaco zelasco Paolo Della Maggiore, il quale ha sottolineato il pericolo che proprio tra Zelo e Paullo si crei un collo di bottiglia, con inevitabili intasamenti. «Se il cronoprogramma della Tem verrà rispettato - commenta il sindaco di Paullo Claudio Mazzola - a febbraio si partirà col progetto esecutivo: ci ritroveremo con un casello nei pressi di Paullo e 20mila macchine che si riverserebbero sul lotto 2 probabilmente non ancora appaltato. Dal punto di vista viabilistico è impensabile che in questa tratta la Paullese arrivi dopo la Tem». Il dato certo però è che partirà prima la Tem, ma è altrettanto vero che si tratta di un intervento da un miliardo di euro e di lunga la realizzazione. «Partendo con ritardo arriveremo comunque prima con il secondo lotto della Paullese quindi possono stare tranquilli i sindaci», ha concluso De Nicola supportato dalle informazioni fornite dai suoi tecnici.Fonte: Il Cittadino

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