Nel 2010 il borgo di Viboldone dovrebbe vedere decollare i cantieri che assicureranno un futuro alla pregiata nicchia storica del territorio. Dalla sua parte l’antico contesto dove svetta l’abbazia degli Umiliati, ha un iter amministrativo ormai completato, con un disegno che dopo oltre dieci anni di dibattito alternato a proposte e a progetti andati in fumo, ha in generale riscosso ampio consenso. Allo stato attuale, manca solo la firma alla convenzione urbanistica tra comune e investitore, a seguito della quale verrà rilasciato il permesso di costruire. Spetta quindi ai privati farsi avanti. Dopodiché dovrebbe prendere forma la fondazione, alla presenza di una rappresentanza del monastero, ma anche del comune e di tutti i soggetti che gravitano intorno a questo patrimonio locale. In particolare, il nuovo organismo che verrà costituito potrà puntare al rilancio della Corte grande con un lascito in mano alla Fondazione Cariplo. Se infatti la scommessa si basa soprattutto sul recupero delle case dei salariati e di altri immobili che da lungo tempo fanno parte del contesto locale dai trascorsi rurali, il piano prevede solo un modesto incremento volumetrico, che porterà a Viboldone qualche centinaio di abitanti. Mentre come previsto la Corte Grande passerà al comune, per trasformarsi in un luogo di cultura. Per il futuro complesso che sorgerà dall’attuale fatiscente immobile che sorge nella strategica area di fronte all’abbazia, rimane in auge anche l’ipotesi di insediarvi un dipartimento universitario, quale decentramento di un ateneo meneghino. Le principali tappe della staffetta da cui è sortito un equilibrio tra conservazione ed esigenza di far vivere il borgo, in ogni caso sono state ormai definite, con linee progettuali che coinvolgono via Folli, il tratto in prossimità della roggia, gli edifici esistenti e tutti i capisaldi che nel loro insieme formano una suggestiva cornice contornata dalla natura. Il tragitto peraltro è stato alquanto complesso. Ora manca solo un passaggio, in mano all’operatore privato, il quale dovrà dare impulso alla fase operativa, per poi partire con il piano di investimenti. E se l’anno che si è appena concluso si è rivelato decisivo per la definizione di quello che sarà il nuovo assetto urbano, nei prossimi mesi potrebbe aprirsi la parentesi dei lavori che darà certezze di continuità a quelli che furono i luoghi degli Umiliati. Spazi ricchi di storia, che si sono ormai svuotati anche degli ultimi abitanti, con gli immobili che attendono di essere messi in sicurezza.Fonte: Il Cittadino

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