sabato 9 gennaio 2010

Spino d'Adda - È in arrivo una cava, allarme per i fontanili - Chiesta per il raddoppio della Paullese


Quando sembra essere ormai sfumata l’ipotesi della zona umida del Mortone tra Zelo e Spino, un polo estrattivo ben più grande potrebbe sorgere solo qualche chilometro più in là, questa volta tra Dovera e Spino. I terreni sono di proprietà di imprenditori doveresi, con una richiesta per una cava di prestito» per ghiaia funzionale ai lavori di raddoppio della Paullese presentata dalla società Cosbau che li ha in appalto. Si parla di una superficie di circa 250 mila metri quadrati, con una profondità fino a cinque metri per un possibile volume estrattivo di un milione di metri cubi. Una dimensione devastante per il territorio tutto spinese (una piccola parte è a Dovera ma non ci saranno escavazioni), dietro la Madonna del Bosco, in località cascina San Giuseppe con fontanili e rogge che potrebbero andare in asciutta per gli squilibri idrogeologici generati. Almeno questo è l’ammonimento dell’esponente dell’associazione “Amici dei fontanili” Giancarlo Votta, che tuttavia si scontra con un quadro normativo che lascia ampi spazi per simili attività. Sembra infatti che ci siano poche possibilità infatti per il comune di Spino per dire di no: in caso di contrarietà la Cosbau ha già fatto sapere che si rivolgerebbe alla Regione, la quale ha facoltà di autorizzare la cava di prestito che legata all’infrastruttura Paullese ha tutte le possibilità di incassare un celere via libera. I materiali estratti servirebbero infatti alla messa in opera della tratta cremasca. Per la tratta milanese potrebbe anche nascere un’altra cava in altra provincia. Il sindaco Costantino Rancati per fare il punto della situazione ha convocato prima la giunta e lunedì il gruppo consiliare di maggioranza con il supporto di un geologo. Ma non è stata presa alcuna decisione: da una parte sono molti i dubbi, ma non è uscita una posizione di netta contrarietà se non da parte di alcuni consiglieri. Si potrebbe intavolare una trattativa per valutare ipotesi alternative, innalzare le royalties a beneficio del comune su metro cubo escavato, prevedere altre localizzazioni per la cava, finanziare interventi di controllo. Tutte cose che verranno valutate a fronte di un progetto ufficiale che ancora non esiste. Quel che è strano è che proprio il comune di Spino aveva espresso una mozione anti-cava per la zona umida del Mortone e solo qualche mese fa aveva bocciato la proposta di un laghetto che dava la possibilità di apportare ghiaia per i lavori sulla Paullese di impatto ben minore a valle del ponte sull’Adda. «Ancor prima aveva vinto un lungo braccio di ferro con altri agricoltori che avevano fatto proposte simili e ora senza neanche aver combattuto sembra poter soccombere di fronte ad un ecomostro che rischia di rovinare l’equilibrio ambientale non solo di Spino ma anche di Dovera», conclude Votta.Fonte: Il Cittadino

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