La centrale termoelettrica E.On di Tavazzano-Montanaso dall’inizio del mese non brucia più olio combustibile, ma solamente metano. Ed è vincolata a farlo anche per il futuro. «Un evento storico», rimarca il sindaco di Montanaso Luca Ferrari. Perché l'impianto era nato nel 1954 con caldaie a olio e da allora e fino a due settimane fa ha continuato a utilizzare questo combustibile, sia pure passando tra gli anni Ottanta e gli anni Novanta a utilizzare olio a basso tenore di zolfo, e dopo aver introdotto, all'inizio degli anni Ottanta, anche il metano, un idrocarburo molto più semplice, dalla combustione decine di volte più pulita. Le caldaie policombustibile erano state una conquista dell’ampio fronte lodigiano contro il progetto di una centrale a carbone e anche questa nuova tappa storica, la rinuncia all’olio, nasce dalla pressione degli entri locali.Una battaglia che aveva visto in prima fila Francesca Sanna, prima ancora che fosse assessore all’ambiente in Provincia, e che, nonostante polemiche e perplessità per convenzioni che sembravano barattare la “licenza d’inquinare” con denaro in più nelle casse degli enti locali, è arrivata a un risultato che trent’anni fa sembrava un miraggio.Lo stop all'olio combustibile è frutto della convenzione siglata dalla giunta provinciale Felissari per autorizzare la costruzione del gruppo numero 9, i cui lavori dovranno partire entro l’estate.«Il gruppo 8, l’ultima caldaia rimasta in funzione, dovrà inoltre essere smantellato tra cinque anni - ricorda Ferrari -. Le circa 50mila tonnellate di olio combustibile rimaste nei serbatoi saranno invece portate altrove da E.On entro maggio, con un flusso di 20 autocisterne al giorno». Lo svuotamento del parco combustibili è iniziato mercoledì: E.On dovrà poi demolire i serbatoi e riportare l'area, che resta però a destinazione industriale, a verde, con alberi e siepi.«L’addio all'olio combustibile è un passo importantissimo che arriva da molto lontano - sottolinea Giuseppe Russo, sindaco di Tavazzano, è uno degli elementi virtuosi per il rispetto dell'ambiente che fa parte della nostra politica. Vogliamo essere molto attenti ai processi di miglioramento industriale».«È davvero un momento storico - rimarca l'assessore provinciale all'ambiente Elena Maiocchi -, anche la nostra giunta ha lavorato per questo ed è un elemento in più che ci fa acquisire credibilità verso i nostri elettori, come l’impegno contro la discarica di Senna, per l'approvazione del piano rifiuti e su altre problematiche, a partire da quanto accaduto alla Baerlocher. In questo caso, per la metanizzazione della centrale di Tavazzano, ci siamo mossi in continuità con le amministrazioni precedenti: si tratta di un risultato importante per tutti i lodigiani». Anche perché i fumi di Tavazzano finiscono per la maggior parte dell’anno sul capoluogo, per effetto dei venti dominanti.Prossima tappa, la convenzione per il gruppo 9, da 400 megawatt elettrici: «La giunta provinciale su questo è già a buon punto», conferma l’assessore Maiocchi.Fonte: Il Cittadino

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