venerdì 16 aprile 2010

Sant'Angelo - Scritte e vandali, ecco gli “angoli bui” - Muri e scalinate ricoperti dallo spray, si parte da via Trieste e si arriva alla zona dell’acquedotto passando per via Cavour - Da San Rocco al centro: viaggio nelle aree degradate della città

La scritta “Sacra corona barasina” campeggia come un avvertimento su una delle pareti dell’autolavaggio del centro commerciale di via Trento. Il viaggio nella Sant’Angelo del degrado, quella fatta di scritte sui muri e piccoli vandalismi, parte proprio da qui. La scritta, che risale a parecchi mesi fa, non è mai stata cancellata. Una scritta uguale, quasi si trattasse di un’iniziativa volta a “marcare il territorio”, era apparsa a metà di via Diaz: in quel caso, però, il tempo e il senso civico di qualcuno hanno messo una pezza. Scritte con le bombolette spray e graffiti non proprio da artista compaiono ormai in diverse zone della città, frutto di un malcostume dilagante in Italia (i casi di Milano e Lodi sono sotto gli occhi di tutti) e di una forte maleducazione. Difficile cogliere sul fatto gli autori di questi gesti, molto più semplice invece ripercorrere i risultati delle loro “imprese”.Lasciato l’autolavaggio del centro commerciale basta fare pochi metri e attraversare via Trento per arrivare al quartiere Gescal: via Polli e Daccò mostra i segni del degrado, con svariate scritte sui muri, anche a carattere sentimentale. Il tutto a pochi metri dal cippo che rende onore alla memoria dei partigiani Polli e Daccò: monumento che fra pochi giorni sarà tirato a lustro per la cerimonia del 25 aprile.I vandali della bomboletta spray non stanno lontani neppure dal centro storico. La scalinata che collega piazza Enzo Ferrari a piazza Vittorio Veneto, all’ombra di cascina Ortaglia e del Giardinone, si presenta insozzata di scarabocchi e lordata da scritte più o meno volgari, lasciate da gruppetti di giovani che, evidentemente, non hanno di meglio da fare. La scalinata - percorsa da decine di persone soprattutto nei giorni di mercato - è finita nel mirino dei vandali da tempo: uno degli episodi segnalati direttamente dal comune, che aveva poi dovuto rimediare, riguarda la “furbata” di qualche bontempone, che aveva ricoperto di colla il corrimano.Una manciata di metri e si arriva fra piazza Vittorio Emanuele via Cavour, in prossimità della salita che conduce alla chiesa di Maria Madre della Chiesa. Sotto i portici del primo tratto di via Cavour, proprio di fronte a quella che un tempo era conosciuta come “la baia”, ecco altri segni di degrado: qualcuno si è divertito a scrivere sui muri, qualcun altro deve aver appiccato un piccolo incendio, visto che i gradini risultano inceneriti. E quando si tratta di atti di vandalismo e maleducazione, non c’è etnia che tenga, perché oltre alle scritte in italiano e nelle lingue slave, appaiono anche “messaggi” in arabo. Da via Cavour ci si addentra infine nel cuore del quartiere San Rocco e si raggiunge uno degli esempi più plateali di maleducazione, che grida vendetta. Si tratta del piccolo parcheggio che ospita la torre dell’acquedotto: la torre stessa, ma soprattutto il piccolo edificio adiacente, sono diventati ricettacolo di ogni tipo di scritta, da quelle di carattere prettamente politico a quelle più vicine al mondo degli ultras del calcio nazionale. Un’accozzaglia di “schifezze” che, purtroppo, sembra ormai diventata parte integrante della zona.Fonte: Il Cittadino

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