I due autovelox più temuti della Bassa non sono più in funzione. In effetti non saranno più attivi 24 ore su 24, ma potranno restare accesi solo in presenza di una pattuglia della polizia locale che contesti sul posto il superamento dei limiti di velocità. Si tratta delle postazioni fisse situate lungo la Codognese in comune di Pizzighettone, “cecchini” da 180 multe di media al giorno e mille verbali negli ultimi otto anni soltanto a Maleo, vittime i lodigiani in primis.La disattivazione degli apparecchi fa seguito al recente decreto in materia di circolazione stradale emesso dal prefetto di Cremona, tra le strade ad alta pericolosità la Sp 234 viene esclusa, e con essa la possibilità di contestare violazioni dei limiti di velocità in assenza di una pattuglia a valle. Sino ad oggi per giustificare la contestazione a distanza si era sostenuta la mancanza di spazi idonei a fermare i veicoli, d’ora in poi soltanto allo spuntare della fatidica “paletta rossa” invece gli automobilisti dovranno temere la sanzione. «Sulla base della direttiva del ministro dell’Interno in tema di sicurezza stradale sono state individuate le strade e i tratti a più alta incidentalità e di conseguenza i punti in cui posizionare gli autovelox - spiegano dalla prefettura di Cremona - la Codognese non è tra quelle che presentano un numero di sinistri tali da giustificare il controllo a distanza e per questo non compare nel decreto». Salvo “micro incidenti”, per lo più all’altezza dell’intersezione con la Paullese in direzione Santa Maria dei Sabbioni, negli ultimi dieci anni di sinistri gravi se ne ricorda infatti uno. Tanto che il mantenimento dei due autovelox - di colore grigio, privi di illuminazione e senza rallentatori di velocità a segnalarne la presenza 150 metri prima -, pareva sorretto più dalla necessità di fare cassa che non prevenzione. «La sicurezza è fondamentale e sono naturalmente a favore di ogni misura che serva a garantirla - dichiara il presidente della provincia di Lodi Pietro Foroni -, il tema non può diventare però strumento per vessare gli automobilisti, e gli autovelox in questione sollevavano quantomeno dubbi di opportunità rispetto alle effettive esigenze di sicurezza». Dire questo non significa escludere i controlli, aggiunge Foroni, purché segnalati e svolti nell’ottica di prevenire il superamento dei limiti di velocità. Tolti di mezzo i due contestatissimi autovelox ancora una questione resta da chiarire: che ne sarà delle impugnazioni contro la sfilza di multe piovute addosso ai residenti nella Bassa. Sul punto Alessandro Canevari, presidente della sezione Adda Lega nord, appare fiducioso: «I ricorsi vanno avanti e il consigliere provinciale Alfredo Ferrari sta seguendo personalmente diversi casi - dice -, ora la decisione del prefetto aumenta la speranza che vengano accolti».Fonte: Il Cittadino

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