Hanno cercato ossigeno fino all’ultimo guizzando fuori dall’acqua, poi si sono arresi. Lungo la roggia Guardalobbino, nell’ultimo tratto che in comune di Senna corre sino al canale Ancona, ieri centinaia di carpe, anguille, ciprini e gamberi di fiume hanno perso la vita. Ad accorgersi della mattanza sono state alcune anziane del paese, come ogni pomeriggio erano dirette al cimitero e attraversando il ponticello che scavalca la roggia non hanno potuto fare a meno di notare il tappeto di pesci agonizzanti a pelo dell’acqua. Dato l’allarme, sul posto è intervenuto subito l’assessore all’ambiente Francesco Riboldi e con l’arrivo della polizia provinciale e del coordinatore della vigilanza ittica di Lodi sono partite le indagini per capire il motivo del disastro. L’ispezione della roggia nella parte più a nord, quella che in territorio di Ospedaletto lambisce la Mantovana, ha escluso la presenza di scarichi abusivi nelle acque e con ogni probabilità a generare la moria dei pesci sarebbero state più cause che hanno agito assieme: «Come sanno bene gli agricoltori la stagione è di asciutta, vale a dire che il regime dei corsi d’acqua è particolarmente basso per via delle attività di manutenzione dei canali in corso, in più sui campi sono stati distribuiti i fertilizzanti e le precipitazioni abbondanti dei giorni scorsi devono averli fatti defluire nel Guardalobbino - hanno spiegato gli agenti -, probabilmente è questo fenomeno di dilavamento che ha dato origine all’eutrofizzazione delle acque e di conseguenza fatto morire i pesci». Nessun comportamento doloso quindi a monte del danno ambientale che comunque resta e che secondo Riboldi «avrebbe potuto essere evitato semplicemente facendo ricorso a buone pratiche agronomiche, cioè interrando il letame e i liquami».Fonte: Il Cittadino

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