lunedì 12 aprile 2010

Cernusco sul Naviglio - Tessera sanitaria scaduta, muore bimba nigeriana di 13 mesi

Cure negate per una tessera sanitaria scaduta. 

Sarebbe questa la causa della morte di una bambina di 13 mesi. È questa l'accusa del padre, un nigeriano, che a causa della recente disoccupazione non aveva potuto rinnovare il documento e questo avrebbe determinato fatali ritardi nelle cure al Pronto Soccorso dell'ospedale 'Uboldo di Cernusco sul Naviglio', in provincia di Milano, che avrebbe rifiutato le cure fino all'intervento dei carabinieri.La bimba è morta verso le 5 del mattino del giorno dopo. Il padre, Tommy Odiase, accusa: «se fosse stata italiana questo non sarebbe successo». Ieri si è svolta una manifestazione di protesta a Carugate, nell'hinterland del capoluogo lombardo, dove vive la famiglia - e i genitori hanno presentato denuncia per omicidio colposo a carico dei medici e dell' ospedale. Sulla vicenda la Procura di Milano ha aperto un'inchiesta.Per l'ospedale però ci sarebbero «molte inesattezze». «Nel pomeriggio - spiega la struttura - diffonderemo una nota stampa per confutare le affermazioni che si leggono nell'articolo. Ci sono diverse inesattezze, stiamo raccogliendo tutti i dati per spiegare cosa è successo, compresi quelli sugli accessi degli stranieri temporaneamente permanenti».«Ho dato disposizioni ai Nas perchè aprano un'istruttoria sulla morte di una bambina nigeriana di 13 mesi a Cernusco sul Naviglio, notizia riportata stamane da un quotidiano nazionale». A farlo sapere è Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale. «L'indagine del nucleo di polizia giudiziaria consentirà di far luce sulla vicenda - spiega Marino in una nota - della quale riferirò nel corso dell'Ufficio di Presidenza della Commissione, fissato per mercoledì 14 aprile».È evidente, aggiunge, «che se alla piccola fossero state negate le cure perchè provvista di una tessera sanitaria scaduta, ci troveremmo di fronte ad un fatto gravissimo e inaccettabile. Ricordo che, secondo l'articolo 32 della Costituzione, la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigentì. Si parla semplicemente di individui quindi, non di cittadini con tessere sanitarie valide o scadute».Fonte: L'Unita.it

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