Decine e decine di pesci ieri sono morti per asfissia: i Guardiapesca della Provincia di Milano li hanno trovati lungo la roggia Fratta, che dal canale Muzza a Paullo scorre verso Lanzano, passando per quattro chilometri vicino alle case. Si tratta del secondo caso in poche settimane, sebbene la volta scorsa è stato l’inquinamento da idrocarburi a provocare la morìa. Invece ieri la colpa è da addebitare, almeno così sembra, all’acqua bassa, secondo alcuni pescatori sotto la soglia del ciclo minimo vitale per le specie ittiche, costrette a boccheggiare in piccole pozze. I guardiapesca, dopo un sopralluogo, hanno contattato il regolatore della roggia per far aprire le «chiuse» e aumentare il flusso. Salvando migliaia di alborelle, cavedani, vaironi, abramidi, triotti. La scoperta dell’ennesima strage di pesci è stata fatta da un rappresentante di «Cittadinanza attiva», che ha fatto partire l’allarme. «Ho visto tantissimi pesci morti - spiega -: su tutto il tratto saranno stati quintali. Molti erano già a pacia in su, altri stavano morendo: la roggia sembrava un cimitero. Io, che spesso mi spingo in campagna, li ho notati durante una passeggiata. Ho avvertito i volontari della Fipsas, che hanno poi avviato tutte le procedure». Il verdetto sul momento è stato lapidario: morte per asfissia, provocata dalla carenza d’acqua. La zona interessata è quella della roggia Fratta e la roggia Morra. Sono due corsi d’acqua che si dipanano insieme con la roggia Lanzanino all’altezza della Casa dell’Acqua. «Il Lanzanino - spiega il rappresentante di Cittadinanza attiva - era l’unico con un livello decente di acqua. La Fratta attraversa la campagna e va a finire a Lanzano, dove hanno iniziato i lavori per le fognature, ma che non sono del tutto finiti e forse anche i reflui hanno giocato un ruolo. Senza un livello importante del flusso d’acqua figuriamoci la condizione dei pesci. Infatti non ce l’hanno fatta esemplari di grande pregio che davvero fa male vedere così». La scena era impressionante, con gli uccelli già pronti a nutrirsi delle carcasse degli esemplari senza vita. Dal primo pomeriggio in poi si è cominciato a sentire anche un odore fastidioso proprio per l’elevato numero di animali morti. Ora sono in corso le analisi per stabilire le cause della moria. Sembra comunque possa essere esclusa l’immissione di sostanze inquinanti; ma gli accertamenti richiederanno qualche giorno.Fonte: Il Cittadino

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