martedì 31 agosto 2010

Melegnano - Piccioni avvelenati e gettati nel Lambro - Nello scorso giugno dalle acque del fiume affiorarono trenta uccelli morti: i risultati delle indagini non lasciano dubbi - Gli esperti Asl sono sicuri: i volatili uccisi per mano dell’uomo

È mistero fitto sui piccioni avvelenati nel Lambro. L’Asl non ha dubbi: «Non è stato il fiume ad ucciderli». La notizia è arrivata nella tarda mattinata di ieri da Luca Ravizza, tecnico dell’ufficio ecologia del comune di Melegnano. «Nei giorni scorsi i responsabili dell’Azienda sanitaria locale ci hanno comunicato i dati definitivi sulle indagini effettuate - ha fatto sapere Ravizza -, da cui emerge che l’acqua del Lambro non c’entra nulla con la morìa di uccelli avvenuta quasi tre mesi fa». La vicenda risale allo scorso giugno, quando le carcasse di una trentina di animali (per la maggior parte piccioni ma anche pesci e tartarughe) erano affiorate dalle acque del fiume all’altezza del ponte in via Frisi nel cuore di Melegnano. L’improvviso ritrovamento aveva destato grande preoccupazione per la stessa salute pubblica, dal momento che in alcuni casi l’acqua del Lambro viene utilizzata per le colture agricole e per usi di carattere zootecnico. Le carcasse di un piccione e di un pesce erano state quindi recuperate dai tecnici dell’Asl per essere sottoposte ad una serie di controlli da parte dell’istituto zooprofilattico di Milano. Gli esperti dell’Arpa (Agenzia regionale per la protezione ambientale) avevano invece prelevato l’acqua del Lambro, mentre le indagini erano state affidate agli uomini del corpo forestale dello Stato coadiuvati dagli agenti della polizia locale di Melegnano, che avevano compiuto i rilievi di rito per ricostruire la dinamica dell’accaduto. In un primo tempo l’ipotesi più plausibile era che gli uccelli fossero morti dopo aver bevuto l’acqua del fiume. Si pensava insomma che il fenomeno fosse in qualche modo legato all’inquinamento del Lambro. Anche perché il fiume era reduce dallo sversamento di migliaia di litri di petrolio nelle sue acque, fenomeno che qualche mese prima aveva interessato da vicino la stessa Melegnano. Il rinvenimento dei piccioni morti, poi, era avvenuto nei pressi di uno scolmatore che scarica nel Lambro i reflui fognari di una serie di abitazioni della zona. Ieri mattina, però, ecco l’inatteso colpo di scena. «Dietro la morte dei piccioni, quindi, ci deve essere per forza la mano dell’uomo, come del resto ha confermato lo stesso servizio veterinario dell’Asl - ha affermato Ravizza -. Qualcuno ha prima avvelenato i piccioni, che solo in un secondo tempo sono stati gettati nel Lambro all’altezza del ponte ciclopedonale che da via Dezza conduce al nuovo quartiere della Broggi Izar. D’altra parte - ha proseguito il tecnico comunale -, nei giorni successivi all’episodio non erano stati segnalati altri casi del genere, mentre i pesci continuavano a stazionare tranquillamente in quel tratto di fiume». Resta da capire chi possa aver compiuto un gesto simile, che si configura come maltrattamento e uccisione d’animali e prevede la reclusione dai 3 ai 18 mesi. «Sarà stato qualcuno - ha provato ad ipotizzare Ravizza in conclusione - che, dopo aver ucciso i piccioni, non sapeva evidentemente come liberarsene».Fonte: Il Cittadino

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...