venerdì 27 agosto 2010

San Donato - La “lunga estate calda” degli orti Eni - Da anni gli hobbisti dal pollice verde di San Donato coltivano pomodori e insalata nonostante le scorrerie di ladri e vandali - Furti e anche qualche discarica abusiva nei 400 reticoli verdi

Per gli orti Eni di San Donato un’altra estate con qualche furto e parecchie discariche comparse fuori dai cancelli, ma anche nel 2010 la “città verde” lungo la Paullese è andata avanti con una certa tranquillità fra pomodori, melanzane e insalata. L’esondazione del Lambro a Ferragosto non ha superato gli argini e le incursioni nel fitto reticolo dei 400 orti pazientemente coltivati sono state “fisiologiche”.«Un mese fa, più o meno, si sono ripresentati - raccontano alcuni “hobby farmers”, nuova etichetta per gli agricoltori nel tempo libero - entrano di sera o di notte, perché qui non è poi così difficile superare le recinzioni. A volte troviamo le baracche e gli orti ripuliti anche con il cancello esterno chiuso col lucchetto». Le razzìe negli orti di via Lambro sono un po’ un fenomeno endemico, e a suo modo anche curioso se comunque i sandonatesi col pollice verde non ci rimettessero qualche euro, e la gran fatica impiegata dalla primavera all’estate per veder spuntare gli ortaggi nel periodo del raccolto. «Una delle cose che rubano è proprio la verdura - continuano infatti gli appassionati in azione una mattina d’agosto, sotto un sole a perpendicolo ma immersi in una vera oasi - non sappiamo cosa se ne facciano, visto che di valore commerciale non ne ha ed è tutta per l’alimentazione personale. Forse sarà proprio il bisogno di mangiare, non si spiega in altro modo».Le piste per un identikit degli artefici degli “orti svaligiati” sono diverse. Vandali, nomadi, o forse anche qualche affittuario di orto invidioso delle verdure altrui più rigogliose. A volte però le incursioni nell’area che confina esattamente con due importantissimi polmoni verdi, la Levandina e il Tre Palle, portano il segno di qualcosa di meno innocente della ragazzata: anche nelle ultime settimane sono spariti attrezzi agricoli, motozappe, taniche di benzina e persino bottiglie di vino. Pochi si fidano a lasciarli nelle baracche. «Non possiamo pretendere che un vigile stazioni in pianta fissa davanti agli orti - continuano i custodi della serra cittadina - però magari qualche occhiata in più, visto che in via Lambro ci sono anche prostituzione e discariche...». Le discariche abusive, appunto: anche l’estate 2010 ne ha regalate un paio. Una, grossissima, sta da alcuni giorni davanti all’ingresso della Levandina, l’oasi Wwf San Donato inaugurata lo scorso maggio. Ci sono cassetti di mobili, assi di compensato, bidoni; insomma il solito spettacolo da rimuovere appena possibile. «Qui la provenienza è un’altra - ipotizzano ancora i sandonatesi col pollice verde - immaginiamo da Milano città, qualcuno si liberà così della sua cantina». Attualmente si può richiedere un orto familiare, da circa 80 metri quadrati, associandosi al Polo sociale Eni o con domanda al comune. E le ipotesi di qualche anno fa sulla vendita dei terreni, con cambio radicale di panorama (si era parlato persino di un campo di golf, nda)? «Per adesso tutto tace, qui si va avanti a seminare».Fonte: Il Cittadino

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