Opposti pareri a San Donato dietro le vetrine di chi vende viaggi e panorami d’estate lontani dalla periferia di Milano. C’è chi vede una città decisamente più appiedata rispetto agli anni scorsi, e registra una coda di crisi che non era nella sfera di cristallo: «Un altro quindici per cento in meno rispetto al 2009, che pure sembrava essere l’epicentro della recessione». Ma altri parlano di durata del viaggio che si assottiglia sì, ma non di contrazione nel numero di prenotazioni:«É il tipo di vacanza che cambia». Nella città dell’Eni, piazzata quindicesima in Italia per reddito pro capite, c’è però sentore di crisi, o di profondo cambiamento, per il rito dell’agosto lontano dalla via Emilia. «E’successo qualcosa che, chiuso il 2009, non ci aspettavamo- apre il giro di pareri Stefano Romani, responsabile di Globe Travel in via Martiri di Cefalonia, agenzia da 1500 prenotazioni all’anno - il mercato dei viaggi «liberi», familiari insomma, si è contratto di un ulteriore 15 per cento. Già l’anno scorso il calo era stato in questi termini, per cui pensavamo di aver avuto subito l’impatto più forte. Invece l’instabilità del settore appare più spalmata, meno concentrata del previsto: il 2010 ha tolto più o meno un altro quindici per cento. Perché queste persone stiano a casa ovviamente non lo sappiamo. Viene da pensare alla minore disponibilità economica ma anche ad un concorso di fattori come la riscoperta dell’Italia, e quindi del viaggio fai da te. Oppure persino al mettere qualcosa in cassa per concedersi di più in futuro. In ogni caso, sono tempi duri». Globe Travel annota anche la riduzione del raggio delle mète scelte: «Molto Mediterraneo con crociere, Nord Africa, Spagna, Italia. Cuba e i Caraibi sono in netta discesa». Sotto osservazione è anche la forchetta sempre più stretta fra prenotazione e partenza: «Da 42 giorni medi di anticipo a 28 in un anno». Ha ripreso un po’ a girare il mondo, invece, la San Donato cosmopolita delle aziende:«Sul settore viaggi d’affari c’è un piccolo segno più, che fa ben sperare», conclude Romani. «Confermo i tempi più stretti di soggiorno e la decisa scelta per località più vicine all’Italia - è per opposto il parere di Andrea Marchini di Bluvacanze in via Monte Nero - ma non cala il numero assoluto delle partenze. Io ho un maggior fatturato rispetto al 2009. Secondo me il viaggio estivo è uno spartiacque: alcuni hanno rinunciato da anni, altri non rinunceranno mai». E i viaggi di nozze? «Sono un prodotto particolare, aiutato anche dal contributo di amici e familiari, ma anche qui l’occhio è più attento al portafoglio rispetto al passato», chiude la Wedding Servizi di via 25 aprile.Fonte: Il Cittadino

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