mercoledì 25 agosto 2010

San Giuliano - Falda troppo alta, Sesto Ulteriano a mollo - Come già a Poasco dopo le piogge intense l’acqua fuoriesce allagando box e cantine dei residenti

Sesto Ulteriano allagata dalla falda superficiale come Poasco, forse peggio. Le poche piogge di agosto, comunque più di quelle di luglio, hanno fatto irrompere anche nella frazione sangiulianese il problema che pochi giorni fa ha bussato alle porte - anzi ai box e alle cantine - del vicino abitato di San Donato. Basta scendere la rampa che porta ai piani interrati e ci si ritrova in una “laguna”. Le superfici pavimentate sono piene di macchie di infiltrazioni, in alcuni casi vere e proprie pozze d’acqua ristagnante. Nei box si può lasciare l’automobile e poco altro: un mobile o un’altra suppellettile nel giro di pochi giorni sarebbe coperta di muffa. La situazione, in particolare in alcune zone della frazione come via Manara, appare probabilmente peggiore che nel quasi confinante nucleo di Poasco e Sorigherio. «Non è stato sempre così - raccontano Maria Rosa Longeri, Abele Albore e Marcello Bellerio, residenti di lungo periodo - Quando siamo venuti ad abitare a Sesto Ulteriano, negli anni Ottanta, la prima falda era più bassa. C’è stato addirittura un momento, fra la fine degli ‘80 e i primi ‘90, in cui la “convivenza” con lo scomodo vicino sembrava quasi ottimale. Era il momento in cui stavano costruendo la linea tre della metropolitana milanese. Evidentemente, data l’importanza dell’infrastruttura, avevano trovato il modo di drenare le acque che assalivano anche i tunnel della metro in via di scavo». Dalla metà dei Novanta in poi, invece, la falda ha continuato ad alzarsi per quella serie di fenomeni additati da parecchi osservatori dei cambiamenti di paesaggio: meno agricoltura, corsi d’acqua tombinati, meno ricircolo attraverso precipitazioni. Così, il “lago” è proprio sotto i piedi, o quantomeno delle ruote delle auto posteggiate in box. «L’unico argine è quello rappresentato dalle pompe di aspirazione - proseguono i portavoce di quartiere- il problema è che da un lato farle funzionare costa almeno mille euro all’anno di energia elettrica in più; dall’altro dobbiamo pregare che non ci siano blackout, altrimenti in due ore le cantine sono ammollo». Anche a Sesto Ulteriano, come a Poasco, si invoca quindi l’unica soluzione che appare efficace: utilizzare le due cave del vicino laghetto Tecchione come sfoghi naturali della falda. Ma per farlo, occorre che le acque del Tecchione rifluiscano nella Vettabbia, in modo da assicurare un ricambio costante.Fonte: Il Cittadino

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