Crolla il tetto di Cascina Senna di Sotto: una voragine di parecchi metri si è aperta nei giorni scorsi sulla testa della casa padronale che dà su via Matteotti, arteria centrale del piccolo abitato. Incalcolabile il danno, considerato il valore storico dell’edificio e il patrimonio artistico che contiene: i soffitti delle stanze sono ricoperti interamente di affreschi e una porzione importante è finita sotto le macerie. In paese, da quando ha preso a circolare la notizia, non si parla d’altro. Per fortuna il cascinale è disabitato da anni, però si trova sulla pubblica via e se solo il crollo avesse interessato quest’altra metà del tetto non è escluso avrebbero potuto verificarsi incidenti. É andata bene, ma potrebbe non andare così la volta prossima. Ed è pertanto lecito chiedersi quale destino la Fondazione Senatore Grossi - cui l’immobile appartiene - abbia in mente per esso. «Il consigliere Domenico Zinzalini dell’Opera Pia ha dato notizia del crollo e ieri io stesso con il consigliere Piervittorio Giavardi ho compiuto un primo sopralluogo - spiega il neopresidente Franco Luigi Bignami -, il crollo è certamente notevole e l’ingegnere Carini è già stato incaricato della verifica. La eseguirà entro la settimana». Valutata l’entità del danno, spetterà al consiglio della Fondazione discutere il da farsi. Una cosa è però certa: se lasciato così il casolare non può durare ancora molto. «É diventato un ricettacolo di piccioni - mastica amaro un abitante di Senna -, da quando è venuto giù il tetto ci volano indisturbati fin dentro, non oso immaginare come sono ridotti gli affreschi». In uno stato di perenne abbandono, oggi cascina Senna di Sotto reclama una presa in carico. Ma nessuno sembra avvedersene, la colpa è sempre attribuibile ad altri: «Il vecchio affittuario non si è mai preoccupato della manutenzione per cui tutta la struttura è andata incontro al declino - rimprovera Bignami -, se interverremo? Per dirlo dobbiamo prima vedere i rilievi del tecnico» rilancia. Quindi il presidente della Fondazione si fa schietto: «Siamo in attesa che la Soprintendenza ci dia l’autorizzazione ad alienare alcune risorse immobili - dice -, vorremmo investire il ricavato in quella che è l’attività caratteristica della Fondazione, ovvero l’assistenza agli anziani, e dirottare risorse in un intervento come quello a Cascina Senna di Sotto significherebbe essere costretti ad alzare le rette oppure ridurre i servizi». La residenza sanitaria Senator Grossi resta insomma la missione primaria della Fondazione, fa capire Bignami, che precisa: «Non dimentichiamo che abbassare la qualità significherebbe rischiare di perdere l’accreditamento». Fonte: Il Cittadino
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