martedì 24 agosto 2010

Spino d'Adda - Fieno in fiamme, è inferno in cascina - Pompieri al lavoro per ore vicino a Boffalora: in fumo 500 balle, tra le ipotesi del rogo non c’è solo l’autocombustione - Danni per 50mila euro, il motore di un camion tra le possibili cause

Un altro maxi rogo, proprio alle porte di Lodi. A pochi giorni dal furioso incendio di Cavenago, il fieno torna a infuocare le campagne devastando un capannone di cascina Marisa, nel territorio comunale di Spino, a una manciata di metri dal confine con Boffalora d’Adda. Centinaia di balle per decine di migliaia di euro, finite in fumo e cenere, nonostante gli incessanti sforzi dei pompieri di Crema e Cremona, impegnati per tutto il pomeriggio nel tentativo di spegnere le fiamme. Ad ardere, assieme al fieno, anche un Eurocargo Iveco, parcheggiato nel capannone: il fuoco non ha risparmiato nemmeno le lamiere del “bestione”.L’inferno, che fortunatamente non ha coinvolto né persone, né abitazioni, si è scatenato attorno alle 13 a pochi passi da cascina Fraccina, noto agriturismo con tanto di ristorante, maneggio, parco e chiesetta, nonché tradizionale méta di tantissimi clienti lodigiani. Le cause del rogo, per ora, oscillano tra due ipotesi: quella dell’autocombustione, caratteristica di giornate con temperature così torride; e la presenza dello stesso Iveco, il cui motore surriscaldato, e vicino alle balle di fieno, potrebbe avere innescato le prime fiamme. In attesa di emettere il responso finale, comunque, i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare duramente per domare l’incendio. Nel capannone, una costruzione recente di circa 600 metri quadrati di superficie, il fuoco si è diffuso rapidamente. Due delle quattro campate del deposito, per fortuna, erano vuote: ma per le circa 500 balle stipate nell’altra metà del magazzino, non c’è stato scampo.Piombati su Spino tra lingue di fuoco e colonne di fumo, i pompieri hanno alternato ben tre squadre provenienti da Crema e da Cremona per contenere e spegnere il rogo. La battaglia contro il fuoco dei pompieri, cui anche gli agricoltori confinanti con cascina Marisa hanno offerto volentieri una mano, sono proseguite incessantemente fino alle 18.30, quando l’acqua è riuscita a soffocato gli ultimi focolai. Le operazioni, però, non sono terminate qui: domate le fiamme, infatti, i vigili del fuoco hanno dovuto completare le operazioni di messa in sicurezza dell’area, trascinando e sparpagliando nei campi vicini le carcasse dei balloni aggrediti dal rogo.Anche i carabinieri di Pandino hanno partecipato all’intervento; il proprietario della struttura, assente per ferie, è stato raggiunto telefonicamente e avvisato del disastro. Il capannone, a quanto pare, ha retto adeguatamente, ma una prima stima parla di almeno 50mila euro di anni complessivi; nel rogo di cascina del San Zeno, avvenuto pochi giorni fa a Cavenago, erano bruciati circa 2mila quintali di fieno, mentre il deposito aveva pagato pegno alla furia delle fiamme con il crollo di parte del tetto.Fonte: Il Cittadino

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