Cascina Bianca (nella foto) - Di probabile origini romane, come ci testimonia l’assetto stradale antico, Vignate deve il suo nome alla tipica coltivazione della vite, un tempo abbondante sulle sue terre. Il nome quindi è derivato con ogni probabilità dal termine latino vineo (vigna) e dal suffisso celtico –aite (luogo, contrada). Nell’alto medioevo Vignate faceva parte dell’antico contado della Bazzana, il quale però già nel XIV secolo fu assorbito da quello contiguo della Martesana. Sotto la Signoria Viscontea, ma ancor di più sotto quella Sforzesca, si ebbe nel Ducato Milanese un importante processo di trasformazione del territorio, che comportò una riorganizzazione di tutto il sistema agricolo. L’apertura del Naviglio della Martesana (1457-1460) costituì, per l’area in cui si trova Vignate, il fatto più importante ed economicamente incisivo: già agli inizi del XVI secolo, infatti, i tre quarti del territorio del paese risultavano essere irrigui, grazie all’acqua derivata dal nuovo canale, cosa che contribuì in modo notevole all’incremento della produzione agricola. Spentosi con il tracollo della dinastia Sforzesca lo splendore culturale e artistico che aveva accompagnato l’epoca rinascimentale milanese, dal 1535, anno in cui le truppe dell’imperatore Carlo V presero possesso del Ducato, iniziò anche per Vignate un lungo periodo di dominazione straniera che durerà fino alla vigilia dell’unificazione italiana. Nella chiesa parrocchiale di S. Ambrogio, già esistente nel XII secolo, si possono ammirare alcune opere artistiche di un certo pregio: anzitutto le quattordici grandi tele settecentesche della Via Crucis di scuola lombarda; un quadro ad olio di inizio ‘600 rappresentante S. Carlo Borromeo in abiti pontificali; un crocifisso ligneo della prima metà del XVI secolo.
giovedì 23 settembre 2010
I Comuni del sud Milano - Vignate
Cascina Bianca (nella foto) - Di probabile origini romane, come ci testimonia l’assetto stradale antico, Vignate deve il suo nome alla tipica coltivazione della vite, un tempo abbondante sulle sue terre. Il nome quindi è derivato con ogni probabilità dal termine latino vineo (vigna) e dal suffisso celtico –aite (luogo, contrada). Nell’alto medioevo Vignate faceva parte dell’antico contado della Bazzana, il quale però già nel XIV secolo fu assorbito da quello contiguo della Martesana. Sotto la Signoria Viscontea, ma ancor di più sotto quella Sforzesca, si ebbe nel Ducato Milanese un importante processo di trasformazione del territorio, che comportò una riorganizzazione di tutto il sistema agricolo. L’apertura del Naviglio della Martesana (1457-1460) costituì, per l’area in cui si trova Vignate, il fatto più importante ed economicamente incisivo: già agli inizi del XVI secolo, infatti, i tre quarti del territorio del paese risultavano essere irrigui, grazie all’acqua derivata dal nuovo canale, cosa che contribuì in modo notevole all’incremento della produzione agricola. Spentosi con il tracollo della dinastia Sforzesca lo splendore culturale e artistico che aveva accompagnato l’epoca rinascimentale milanese, dal 1535, anno in cui le truppe dell’imperatore Carlo V presero possesso del Ducato, iniziò anche per Vignate un lungo periodo di dominazione straniera che durerà fino alla vigilia dell’unificazione italiana. Nella chiesa parrocchiale di S. Ambrogio, già esistente nel XII secolo, si possono ammirare alcune opere artistiche di un certo pregio: anzitutto le quattordici grandi tele settecentesche della Via Crucis di scuola lombarda; un quadro ad olio di inizio ‘600 rappresentante S. Carlo Borromeo in abiti pontificali; un crocifisso ligneo della prima metà del XVI secolo.
